Da dove riparte il centrosinistra

di Alessandro Rizzo

Non da Zingaretti né da Martina, ma da 1.800.000 persone che sono andate a votare alle primarie. Questo è il dato principale per adesso. Si tratta di un numero elevato che dimostra come in Italia si stia risvegliando una coscienza. E tuttavia, poiché in effetti Zingaretti non è che incarni proprio il modello della sinistra, quel che viene da credere è che forse il tipo di coscienza che si sta risvegliando sia in realtà la coscienza della politica vera.

A quanto pare la gente comincia a stancarsi di modelli sguaiati e inefficienti quali quelli che sta mettendo in campo l’attuale governo. Si sta evidentemente sfaldando lo zoccolo della protesta e della demagogia e contemporaneamente si stanno rinsaldando i due modelli del centro-destra e del centro-sinistra. Il primo adesso vede in Salvini il suo punto di riferimento, il secondo Individua in Zingaretti il nuovo segretario di partito.

Insomma, la nebbia si dirada e lo scenario diventa un po’ più nitido e questo assetto si mostrerà probabilmente ancora più chiaro alle prossime elezioni europee. Non deve sorprendere che uno dei primi passi compiuti dal nuovo segretario del Partito Democratico sia stato schierarsi apertamente in favore della Tav e programmare la visita al cantiere del traforo; si tratta infatti di un chiaro gesto di sinistra, dimostrare con la propria presenza la vicinanza ai tanti operai che rischiano il lavoro. Appaiono francamente poi piuttosto deboli le critiche alle ultime primarie.

I salviniani sottolineano l’aspetto più ridicolo e nel tentativo di sminuire la valenza storica del dato fondamentale della affluenza, si appigliano ai 2 euro incassati dal Pd per ciascun voto. La questione salernitana merita una notazione a parte. Come noto, a Salerno tutta l’area dem era schierata per Zingaretti mentre i deluchiani hanno appoggiato dichiaratamente Martina. Ed anche qui gli storici oppositori tengono a far notare che il dato del 59% raggiunto da Martina dovrebbe essere interpretato come una sconfitta per la squadra del governatore, che in passato si è sempre attestato su percentuali molto più alte.

A mio avviso, invece, non va assolutamente trascurato il punto di svantaggio dal quale muoveva Martina, dato essenzialmente dalla macchia indelebile dell’essere stato ministro con Renzi in quello che a quanto pare è stato il governo più inviso degli ultimi anni. Alla fine ha vinto la gente, hanno vinto le persone perché, a quanto pare, si sta riscattando la politica dei contenuti e delle ideologie.

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