Un evento “miracoloso” nella Salerno del ’59

di Michele Massaa

Salerno, come sappiamo, è una città ricchissima di cultura e di storia. Una città che è stata ed è ancora tutt’oggi meta di turisti provenienti da ogni angolo del mondo per via delle sue bellezze naturalistiche, storiche ed architettoniche ma non passa in secondo luogo il “gossip” locale odierno e, come oggi citato, un vicenda che ha del “miracoloso”. L’evento risale alla fine degli anni ’50, precisamente al giorno 2 marzo del 1959, quando un bambino di soli 4 anni si trovò a rischiare più volte la vita appeso ad una fune in via Mario Mascia.

Come riportano vecchie fonti, Alfredo L.- il nome del malcapitato bambino – era in casa insieme alla sua famiglia quando venne incuriosito da un vociferare assordante che proveniva dalla strada sottostante alla sua abitazione. Preso da tale baccano e voglioso di osservare cosa stesse accadendo, riuscì con un escamotage ad eludere la vigilanza dei genitori e si precipitò immediatamente fuori al terrazzo che dava, per l’appunto, sulla via. Il piccolo, nello sporgersi in modo inadeguato all’inferriata del terrazzo per curiosare nella strada sottostante, perse l’equilibrio e precipitò nel vuoto dal quinto piano.

Nella caduta riuscì ad aggrapparsi alla corda tesa da un balcone all’altro del quarto piano, usata per l’asciugatura all’aperto della biancheria ma la fune, con lo strappo ricevuto, si spezzò. Fortuna volle che il piccolo Alfredo, continuando il suo tragico volo, riuscì istintivamente ad aggrapparsi anche alla fune del piano inferiore (terzo piano) che, questa volta, assorbì il colpo e rimase integra.

A questo punto, richiamato dalle grida del bambino appeso alla fune, arrivò Franco C., studente, che quella mattina era rimasto a casa perché influenzato e si trovava a letto a riposo. Esso, trovatosi di fronte a tale scena, non esitò a sporgersi immediatamente dal suo balcone per aiutare e trarre finalmente in salvo il piccolo Alfredo proprio mentre il bambino, vinto dallo sforzo e dalla paura, stava per lasciarsi andare. Finita questa disavventura e rassicurato, il piccolo Alfredo fu riconsegnato alla propria famiglia.

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