Young Henry, un ragazzo che fa musica

di Andrea Iovino

«Un ragazzo che fa musica». Così si definisce Vincenzo Bracciante, in arte Young Henry, 17enne salernitano che non ama le etichette. Young Henry ha già sfornato alcuni singoli come “Goodfellas” e “Viola”, che su Youtube hanno raggiunto diverse migliaia di visualizzazioni e da poco ha pubblicato il suo primo Ep (supporto fonografico in vinile, download digitale o altro, che contiene più tracce rispetto a un singolo ma che non può essere classificato come album), che porta il titolo di “Sultano” e che è già disponibile su tutti i digital stores, come ad esempio “Spotify”.

Il giovane artista, inoltre, ha già avuto la possibilità di esibirsi diverse volte live ed è stato anche selezionato, da Max Brigante e Don Joe, per la finale di “Giffoni Rap Contest 2018”, concorso riservato esclusivamente ad artisti urban, rap e trap. Un nuovo volto per la scena musicale salernitana che in questi anni ha visto crescere diversi artisti arrivati, poi, ad altissimi livelli. Che Young Henry sia il prossimo?

Come nasce il tuo personaggio?

«Seguo il mondo Hip-Hop da quando ero piccolissimo, sono sempre stato un grande appassionato di musica e mi sono interessato a questo genere grazie agli Articolo 31. Successivamente ho scoperto i Club Dogo, che sono stati il punto di partenza e la grande ispirazione di questo grande progetto che esisteva nella mia testa sin da bambino». Perché hai scelto il nome “Young Henry”? «Ero con i miei amici e stavamo guardando uno dei miei film preferiti, “Goodfellas”, che è anche il titolo della mia prima canzone, ispirata al capolavoro di Martin Scorsese. Non avevo ancora deciso il mio nome da artista e Swit, uno dei miei più cari amici, presente anche nel mio ep, mi disse: ‘’Che ne dici di Young Henry?”».

Dopo alcuni singoli, l’otto marzo è uscito “Sultano”, il tuo primo ep. Come nasce e cosa vuoi comunicare con questo lavoro?

«Nasce da un periodo un po’ “nero”. Erano crollate le mie certezze e i miei sentimenti e ho trovato, come sempre, rifugio nella musica, buttando fuori tutto ciò che avevo dentro. L’intento dell’ep è appunto questo, comunicare i miei stati d’animo e i miei pensieri. Ci sono brani come “Audi” che espongono la mia riflessione sulla scena rap e su tutto ciò che gira intorno a quest’ultima e brani come “Vetri Fumé”, che parlano di me e della mia vita. Il progetto nasce senza pretese, sono stato affiancato dai miei cari amici e dai miei produttori che hanno creduto in questo lavoro sin dal primo istante. Sono grato a tutti loro ma in particolare a Mario Kabul che mi sostiene dal giorno zero».

Sono tanti i giovani che, negli ultimi tempi, tentano di sfondare nel panorama musicale al quale anche tu ti sei approcciato. Cosa pensi di avere in più degli altri?

«La determinazione. Senza nulla togliere agli altri emergenti della scena, credo che mi valorizzi l’impegno. Non lascio nulla al caso ed è tutto studiato nei minimi dettagli. Per il resto lascio parlare la mia musica».

Hai partecipato al “Giffoni Rap Contest 2018” e sei stato selezionato per la finale. Come valuti questa esperienza?

«È stata sicuramente un’esperienza formativa, il mio primo approccio con un vero palcoscenico e un vero pubblico sono un ricordo davvero importante. Mi sono messo in gioco e mai avrei pensato di essere scelto da personaggi importanti come Max Brigante o Don Joe, che per me è stato, da sempre, una sorta di “padre artistico».

Com’è stato esibirti la prima volta innanzi ad un pubblico?

«La mia prima esibizione è stata in una discoteca qui a Salerno, il “B-Side”. C’erano tutti i miei amici pronti a sostenermi; l’emozione, così come l’ansia, era tanta ma l’adrenalina prima di entrare in scena gioca un ruolo importante per una buona riuscita dell’esibizione».

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel panorama musicale?

«In Italia sicuramente non posso non citare i top player del rap game come i Club Dogo, Marracash e Gué Pequeno, nel suo percorso da solista. Oltreoceano, invece, sicuramente personaggi come Asap Rocky, Gucci Mane, Travis Scott, Drake ed infine Lil Uzi Vert». Per concludere, cosa hai in mente per il futuro? «Sicuramente vorrei continuare a fare musica, portando avanti il mio sogno e, perché no, renderlo il mio lavoro».

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