Luigi Petrosino, l’artigiano che fa rivivere il legno

di Francesco Galdi

Dare forma alla materia. Questo l’obiettivo di Luigi Petrosino, che da più di un lustro lotta a difesa dell’ambiente riciclando materiali presenti sui litorali per creare complementi d’arredo. Petrosino opera da 45 anni nel settore pubblicitario: il padre, fin dalla giovane età, trasmette al figlio la passione nell’uso dei materiali, avvicinando Luigi al mondo del lavoro. Questo inizia a studiare i metodi di comunicazione nel settore fino ad ampliare il proprio raggio d’azione a livello internazionale, costituendo l’azienda “Gipe”.

Nel 2009 afferma la sua dote presentando a una famosa fiera di Dubai uno dei suoi pezzi di maggior pregio, il totem Gilux Gold Line, un’opera nata mescolando raffinatezza e tecnologia nei materiali scelti. Da qui Gino, come ama idealmente farsi conoscere negli ambienti, si avvale del mondo dell’artigianato, specialmente della falegnameria, costruendo lampade e piantane in legno riciclato, rivisitate in chiave classica e moderna adatte per tutti gli ambienti in quanto si rifà alla natura perciò un modo anche per portare vita alle nostre abitazioni.

Com’è nata questa sua inclinazione artistica?

«Un giorno mentre ero in spiaggia adocchiai dei ragazzi che gettavano in mare un oggetto. Incuriosito, notai che erano radici di un albero, raccolto poi per senso civico e rispetto per l’ambiente, suscitando in me l’ispirazione per queste creazioni. L’unicità è la caratteristica di ogni singolo tronco, in quanto striature e forme sono modificate dal percorso vissuto fino ad arrivare alla riva del mare, che portati al laboratorio li rivitalizza».

Secondo lei il design e l’artigianato made in Italy mantengono ancora una posizione di rilievo a livello internazionale?

«Fortunatamente sì: il settore design, che comprende i progettisti, i dirigenti, i tecnici, gli artigiani vanta ancora un ruolo importante. Il saper fare e le tecniche di produzione, siano esse artigianali o industriali, a volte richiedono tempo, un ambiente specifico. Mettere insieme questo know-how con la capacità creativa di un progettista è la miscela che ha dato vita al cosiddetto made in Italy».

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