Gianluca, il più giovane del suo Consiglio «C’è ancora molto da fare per i ragazzi»

di Marta Naddei

Prima dentro il nuovo Consiglio comunale, poi, ad un riconteggio delle schede, il suo nome scomparve dall’assise cittadina uscita dalle urne nel 2016. Furono pochi, pochissimi, i voti che, di fatto, impedirono a Gianluca Memoli di essere rieletto dopo la prima esperienza – da giovanissimo – in aula consiliare, datata 2011-2016.

Un quinquennio che lo ha visto protagonista di tante iniziative, con l’attenzione rivolta soprattutto ai giovani, allo sport e all’inclusione, in particolare delle persone diversamente abili.

Da ex consigliere comunale come guarda il Palazzo oggi?

«Il consigliere comunale più giovane della mia legislatura, tante le cose fatte ma di più quelle non fatte, l’amaro in bocca del non esser stato rieletto per una manciata di consensi, l’aver sacrificato tutto il mio tempo al Palazzo, come vuole che lo guardi? Con nostalgia!».

Tra ieri ed oggi, quali differenze politiche ed istituzionali ravvisa?

«La differenza è quella che eravamo più squadra, coesi e compatti tra noi. Non certo intellettuali ma neanche radical chic. Nessuno si sentiva essere superiore o più “forte” rispetto a chi sedeva accanto nei banchi del Consiglio».

Quali iniziative ha condiviso e quali no dell’amministrazione comunale?

«Tra tutte condivido il Bits Festival – Sport Food & Music».

A livello nazionale come si colloca? A livello regionale?

«A livello nazionale sicuramente ho un’identità di sinistra: nonostante mi abbia deluso ho sempre il debole per Renzi. De Luca è sempre il mio riferimento politico nonché il mio presidente».

Si ricandiderebbe al Consiglio comunale di Salerno?

«Per adesso non ci penso, ma due anni passano in fretta e avrò ancora 38 anni. Non sarò più giovane, ma avrò ancora tanto da fare per i giovani…».

Da ex consigliere quali sono i futuri progetti?

«Il mio unico e ambizioso progetto si chiama Tripmetoo: Startup Innovativa a vocazione sociale, promuoviamo il turismo per la diversità umana. (www.trpmetoo.com)».

Sente i suoi ex colleghi, con chi ha legato di più?

«Seppur non ricopra ruoli istituzionali, ho dato il mio apporto all’attuale amministrazione e mi capita di confrontarmi e sentire gli ex colleghi, su tutti l’amico Nico Mazzeo».

C’è qualche aneddoto che ricorda con piacere?

«Il mio ricordo più bello è senza dubbio il laboratorio Danzabile. In questi ultimi tre anni sono tornato tra gli ultimi e mi sono fatto un bel bagno di umiltà, imparando dagli errori e facendo tesoro delle piccole conquiste di vita quotidiana. Ubi maior minor cessat».

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