Nel ’78 l’esplosione del fenomeno giovanile costiero

di Matteo Maiorano

La trionfale cavalcata nella stagione d’esordio culminò quindi con una promozione tanto bella quanto insperata. Il lavoro del trio Palma, Martino e Andreozzi iniziava a dare i suoi frutti, mentre il settore giovanile cresceva all’ombra del campetto di Marina. Nel ’78 i patron decisero di rinforzare ulteriormente la prima squadra, mentre il settore giovanile, guidato da don Nicola Gregorio, traeva a sé gli interessi degli addetti ai lavori.

«Il popolo vietrese non dimenticò mai quella fantastica cavalcata. Fu un vero orgoglio portare in alto il nome del nostro grande comune. L’anno in Promozione – spiega il numero 1 Peppe Martino – fu scandito da prestazioni maiuscole ed altre più anonime, ma l’undici di Martusciello riuscì tranquillamente a centrare l’obiettivo salvezza».

A far parlare, quell’anno, furono i ragazzi della primavera biancoverde. «Don Nicola Gregorio quotidianamente allenava i ragazzi che vedevano in lui la figura di riferimento per la loro crescita umana e sportiva». L’eco del grande lavoro ad opera di Felice Moscariello, Enzo Campione e Giovanni D’Acunto arrivò ben presto al nord Italia.

Presso il campo di Marina iniziarono a giungere osservatori di diverse squadre del massimo campionato ma non solo: «Talent scout di Juventus, Milan, Inter e Arezzo vennero a vedere da vicino le gesta tecniche degli enfant prodige vietresi. Allora capimmo davvero quanto contasse investire nelle giovani leve e quanto fosse determinante inquadrare i giovani in un discorso ad ampio respiro. Francesco Della Monica, giovane centrocampista biancoverde, fu ben presto richiesto dalla Juventus. Ricordo ancora nitidamente il viaggio direzione Torino in compagnia di Peppe Palma. Andammo negli uffici della società bianconera per far visita a Pietro Giuliano».

Direttore generale della Vecchia Signora, Giuliano incontrò personalmente i dirigenti vietresi giunti in aereo nel capoluogo piemontese: «Le zebre credevano molto nel proprio vivaio. Della Monica rispecchiava l’identikit del centrocampista che stavano cercando: accettammo di buon grado la richiesta di 4 milioni di vecchie lire. Alla famiglia del calciatore destinammo metà del ricavato».

(5.continua)

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