Rione Zevi, «aprite l’area di gioco anche la domenica»

di Matteo Maiorano

Dare maggiore spazio ai più piccoli nel rione Zevi. I residenti del quartiere progettato dall’architetto Bruno Zevi, caratteristico per la sua forma a zampa di cavallo, chiedono maggiore attenzione all’amministrazione rispetto ad un problema che affligge i bambini del complesso residenziale. Nella zona gli abitanti da tempo lamentano la chiusura nel weekend del campetto di quartiere: il rettangolo di gioco, fruibile dal lunedì al venerdì, resta attualmente chiuso nel fine settimana, giorno in cui vi sarebbe un maggior afflusso di ragazzi che negli unici giorni liberi, lontani dagli impegni scolastici, trovano invece l’ingresso vietato. «Colori i quali gestiscono ad oggi le attività inerenti alla struttura si sentono arbitri intangibili, sia dell’area di competenza che degli spazi adiacenti. Decidono tutto loro». L’appello arriva da Ferdinando Mautone.

Residente della zona, Mautone illustra la sua vicenda personale: «Mio figlio, come tanti altri suoi coetanei della zona, nei giorni di festa come la domenica, è impossibilitato ad esercitare quello che è un suo diritto, ovvero il gioco. I giovani sono costretti loro malgrado a restare a casa o nella migliore delle ipotesi dilettarsi sul cemento e la strada, con un’elevata percentuale di infortuni». Il campo da gioco è da anni punto di riferimento per tutti i bambini del rione della zona orientale. «Non capisco perché il fine settimana la struttura debba restare chiusa. A gestire l’associazione sono Aldo Romano e Luigi Della Rocca, i quali hanno deciso che nel weekend il rettangolo di gioco non dev’essere fruibile per le attività ludiche dei minori».

Il motivo, stando alle parole di Mautone, sarebbe da collegarsi al giorno di riposo dei gestori. «Credo sia un’occasione persa per il nostro quartiere, nel quale vivono decine di bambini per i quali il calcio è, oltre che un fondamentale momento di aggregazione, un’occasione di vita, un momento di evasione rispetto a quelli che sono gli impegni settimanali».

I residenti sono stanchi della situazione: «E’ inconcepibile che una struttura che con il tempo è divenuta un riferimento per tutti gli abitanti del posto venga chiusa il sabato e la domenica. Il motivo non è accettabile, non possono assolutamente chiudere le porte ai nostri figli. Spero che il messaggio arrivi all’amministrazione, perché non possiamo più tollerare la situazione. I giovani trovando il campetto chiuso giocano sull’asfalto e quando cadono al suolo rischiano anche di farsi male. Diverse volte siamo dovuti andare al pronto soccorso perché i giovani urtano con gambe e braccia sul cemento, ritengo sia un’anomalia con una struttura chiusa a due passi». 

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