Emiliano, l’ala sinistra del Consiglio

di Marta Naddei

Cinque anni da consigliere comunale, poi il “matrimonio” con il Pd e la mancata rielezione nel 2016. Anima di sinistra della consiliatura targata De Luca – Napoli, Emiliano Torre ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della commissione consiliare Ambiente e cultura.

Entrato in assise tra le file di Sinistra, ecologia e libertà – sotto il cui vessillo, nel civico consesso, si fece promotore di diverse battaglie – nel 2014 aderì al Partito democratico diventando, di fatto, ancor più organico alla maggioranza. Alla scadenza del mandato, non gli riuscì il colpo della rielezione, tentata nel “battaglione” dei Progressisti per Salerno.

Da ex consigliere comunale come guarda il Palazzo oggi? 

«Lo guardo con un po’ di nostalgia ma anche con tanto rispetto. Di certo, molti dei ‘nuovi’ valgono molto meno (politicamente, intendo) dei miei ‘vecchi’ compagni e amici consiglieri» Tra ieri e oggi, quali differenze politiche ed istituzionali? «Oggi noto un’azione amministrativa che ha rallentato soprattutto sul campo della gestione ambientale e della manutenzione cittadina. Ma devo dire che ciò è fisiologico; la crisi economica, che travolge poi le amministrazioni locali, produce il peggioramento dei servizi che si rendono alla città. Devo anche però sottolineare come nel campo delle politiche sociali e dei diritti verifico una forte caratterizzazione di sinistra di questa amministrazione , con servizi di prima qualità e battaglie su principi inderogabili». 

Quali iniziative ha condiviso e quali no dell’amministrazione comunale?

«Ho avuto un rapporto sempre molto leale con la maggioranza nella quale ero stato eletto. Quando non condividevo qualcosa, potevo portare avanti le mie posizioni senza dover derogare. Ricordo, ad esempio, come sul tema acqua bene comune o ancora sulle ipotesi di cementificazione di alcune aree della città potei esprimere il mio dissenso liberamente. Inoltre, nel primo caso l’iniziativa portata avanti assieme al mio partito produsse anche una modifica della posizione dell’allora sindaco di Salerno, De Luca». 

A livello nazionale come si colloca?

«Sono di sinistra, antifascista militante. Guardo con orrore alla deriva populista e neofascista cui la lega di Salvini e il Movimento 5 stelle hanno fatto sprofondare la nostra nazione. Sono convinto che il Pd debba essere un contenitore di anime anche diverse ma con spiccata visione socialdemocratica. Quando ero in Sel propendevo per una confluenza del mio partito nel Pd, in modo da determinarne uno spostamento a sinistra. Purtroppo le logiche di potere e il vizietto di qualcuno di tenersi stretta la poltrona, hanno fatto naufragare un progetto che avrebbe significato una sicura svolta in positivo per la sinistra in Italia. Oggi ci ritroviamo governati da incompetenti e fascisti e non posso che osservare con fastidio e dispiacere il totale decadimento della nostra società».

A livello regionale?

«A livello regionale il mio sostegno pieno va a Vincenzo De Luca».

Si ricandiderebbe al Consiglio comunale di Salerno?

«La politica per me è passione, la ‘faccio’ ogni giorno. Se può servire per un progetto, sono pronto a ricandidarmi. Altrimenti continuerò ad impegnarmi anche senza ruoli istituzionali». 

Da ex consigliere, quali sono i futuri progetti?

«In politica ho deciso con ancora maggiore forza, di sostenere le battaglie antifasciste dell’Anpi e quelle per i diritti dei detenuti e degli ultimi portare avanti dal partito radicale. Sono nel direttivo della Camera Penale di Salerno e faccio parte dell’osservatorio carceri a livello nazionale. La mia attenzione è rivolta agli ultimi e a chi non riesce più a credere che un’altra sinistra sia possibile».

Sente i suoi ex colleghi; con chi ha legato di più?

«Sento molto spesso Nino Criscuolo. Con Nico Mazzeo e Luciano Provenza ho instaurato un bel rapporto di amicizia. Ci frequentiamo anche con le rispettive famiglie. Ho un legame forte con Nino Savastano. Luciano e Nino hanno avuto un ruolo molto importante anche nella mia vita privata. Conservo un ottimo rapporto comunque con molti tra gli assessori attuali che con me hanno battagliato nella scorsa consiliatura tra i banchi della maggioranza».

C’è qualche aneddoto che ricorda con piacere?

«Ricordo sempre con piacere le iniziative che ho portato avanti nel campo ambientale e culturale. La intitolazione di una piazza, nella zona antistante la cittadella giudiziaria, all’Unione Camere penali di Italia (fondata a Salerno) o ancora quella dell’ex cinema Diana a Pierpaolo Pasolini (qui con la spinta di Nino Criscuolo, con cui immaginammo che a Salerno ci volesse un luogo della cultura intitolato a un personaggio così importante). In Consiglio ricordo lo “scontro” con il mio amico Luciano sul tema del gender: fu davvero emotivamente molto difficile, ma la mia posizione politica era condivisa da gran parte dei consiglieri di maggioranza.  Ricordo, infine, le mie iniziative in consiglio comunale per il 25 aprile e contro i partiti e le organizzazioni neofasciste come Forza nuova. Fui anche oggetto di minacce, in quel periodo, tanto che fu necessario richiedere l’intervento della Digos».

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