Una Nazione e troppe anime

di Alessandro Rizzo

La frattura tra grillini e leghisti è sempre più marcata, non accenna a rinsaldarsi e si caratterizza sempre più per le divergenze strutturali che caratterizzano un’unione nata solo sull’opportunismo.

Oggi, leggendo i giornali, ho notato tre temi talmente eterogenei da non avere -apparentemente- nulla in comune se non che costituiscono tutti l’occasione per un battibecco tutto infra-governativo. Una specie di continua scaramuccia, come quelle tipiche delle coppie in crisi, annoiate da troppi anni di matrimonio e troppa noia ad offuscare gli entusiasmi di un tempo. Solo che qui il matrimonio è fresco fresco. Troppo perché traspaia una tale intolleranza.

Profondamente diversi gli atteggiamenti dei contendenti. I 5stelle provano a migliorare. Con molti scivoloni ancora, ma ci provano in tutti i modi. La lega invece affonda e lo fa ad ogni occasione. Non se ne perde una per puntualizzare l’esatto contrario di quello che dicono i pentastellati. E c’è evidentemente una ragione: la lega sa che sta guadagnando terreno a discapito del M5S. quest’ultimo, invece, troppo tardi ha capito -o sta capendo- che quell’organismo parassitario che si è volontariamente inoculato in vena sta divorando dall’interno il corpo del Movimento, fatto prevalentemente di gente stanca e disillusa.

Tre temi, dicevo. Il primo, l’economia. Non appena la lega si è accorta che tra i consiglieri del ministro Tria figura il nome di Claudia Bugno, i verdi hanno iniziato ad accusare i gialli di incoerenza, perché la Bugno ha avuto un ruolo nel Consiglio di Banca Etruria e questo sarebbe, a loro dire, del tutto incoerente con i principi cui si ispira il “governo del cambiamento”. E così i grillini, come bambini facili da fomentare, si sono lasciati aizzare contro il proprio stesso ministro, chiedendogli spiegazioni e finanche la rimozione della Bugno, rea di aver avuto a che fare con la banca divenuta simbolo dell’attacco a Renzi. Peccato che nessuno abbia approfondito chi sia Claudia Bugno e che ruoli abbia avuto in passato, in maniera del tutto trasversale, da tecnico -qual è- e non da politico. Innanzi tutto Direttrice per sei anni del Ministero dello Sviluppo Economico, quindi un alto funzionario di pubblica amministrazione. Di lì, spesso utilizzata per incarichi di gestione, talvolta, di controllo, talaltra, in Alitalia ma anche in StMicroelectronics, una società partecipata dai governi italiano e francese, quotata alla Borsa di Milano e con 9 miliardi di euro di fatturato. E la lega ci sguazza, perché più i grillini litigano tra loro, più Salvini si espande, come l’organismo unicellulare di cui parlavo prima. Salvini, il ministro che non manca di dire la sua anche su temi di competenza di altri ministeri. Tanto che, proprio riguardo l’economia, nonostante Tria stia facendo un buon lavoro nel tenere in equilibrio i desiderata del partito e le reali esigenze del paese, il titolare dell’Interno tuona che per rilanciare l’economia “occorrerebbero proposte” (un mistero cosa intendesse dire, ma una buona dose di demagogia non guasta mai). Gli fa replica il salernitano Boccia, Presidente degli industriali, dichiarando che lui a Salvini le proposte le ha inviate anche per WhatsApp.

Secondo tema di dissidio: il ddl Pillon e l’affido. Non appena Vincenzo Spadafora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha definito pubblicamente il testo come “archiviato” aggiungendo che non arriverà mai in aula, subito Massimiliano Romeo capogruppo lega in Senato e poi Salvini, la sera stessa, hanno affermato che il ddl è “un ottimo punto di partenza”. Insomma, ogni argomento è buono ai leghisti per sconfessare la posizione dei grillini.

Il terzo tema di scontro è la TAV (o IL Tav, non lo capirò mai). Ricordate Salvini che stappava spumante nella galleria con gli operai addetti al traforo mentre Di Maio dichiarava lo stop dell’opera? Ecco, quel teatrino si è ripetuto. Sapiente, infatti, la mossa di far tacere che lo scorso 23 marzo a Roma hanno sfilato in protesta contro l’opera circa centomila persone. Un fiume di gente, in buona parte del Movimento, tenuti in scarsissima considerazione dai media e offuscati strategicamente da chi invece l’opera la vuole.

Il vero problema è che mentre i grillini appaiono sempre più confusi e inconcludenti -il che è un peccato perché i veri recettori del voto di protesta sono loro e forse, con maggiore attenzione, l’Italia avrebbero potuto davvero cambiarla-, Salvini appare invece insolitamente concreto e “vicino” alla gente. Parla di castrazione chimica sapendo benissimo che l’unico effetto che può avere è quello di strappare l’applauso a qualche elettore troglodita, ma tanto gli basta.

Resta solo da verificare se per risolvere i contrasti tra questi due coniugi litigiosi, non sia stata già fissata l’udienza di separazione in coincidenza con le prossime elezioni europee.

E resta da capire se anche in quell’occasione Salvini, con sfrontatezza strategica, violerà il silenzio elettorale.

Rispondi