Manutenzione, questa sconosciuta

di Andrea Pellegrino

Il taglio del nastro è sempre un evento particolare e sentito per ogni amministrazione comunale. Fascia tricolore, nastro tricolore, fotografi, annunci e promesse. L’opera è fatta, la comunicazione entra nelle case della gente e la missione è compiuta. Peccato che più che la realizzazione dell’opera, la vera impresa sia quella di renderne sempre e comunque la giusta fruibilità garantendo la conservazione degli spazi e dei luoghi attraverso – questa sconosciuta – manutenzione. D’altronde tagliato il nastro, la comunicazione istituzionale poco si interessa di quel che verrà dopo.

E’ capitato, anche e soprattutto in questa città, di inaugurare opere non immediatamente fruibili o già vecchie ed usurate. Il caso della Cittadella giudiziaria è emblematico: una sfilza di inaugurazioni per una struttura non completa al 100 per cento. Valga lo stesso per la Stazione Marittima, provvisoriamente utilizzata come “struttura eventi”.

In questo numero siamo andati a ficcare il naso al Parco del Mercatello. Una mega distesa di verde in un quartiere popoloso e frequentato. All’epoca il taglio del nastro fu affidato perfino al presidente della Repubblica, Scalfaro. La prima mega opera di Vincenzo De Luca che come le altre ha fatto i conti con la scarsa manutenzione. Foto e reportage (a pagina 3) sono eloquenti di uno stato di abbandono di uno degli ultimissimi polmoni verdi di una città cementificata in ogni angolo.

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