«Renna, Chiapponi e l’espulsione: ecco come perdemmo il campionato»

di Matteo Maiorano

Per giornalisti e diversi addetti ai lavori la Salernitana targata ’70-’71 fu la più forte della storia granata. A comporla diversi elementi di spessore come Pantani, Valsecchi, Rigotto e De Maio. Ma soprattutto Francesco Cianfrone, il quale ricorda benissimo quell’annata in maglia granata e le mille sfaccettature legate alle gare casalinghe ed esterne di quella stagione. A guidare l’undici granata dalla panchina Tom Rosati, il quale trainò i granata in tre parentesi distinte.

Che ambiente accoglieva il tifoso allo stadio nel ’70?

«Erano anni totalmente diversi da quelli di oggi. Il Vestuti era l’impianto in cui pulsava il cuore del tifo granata: storia e tradizione avevano indirizzo in piazza Casalbore. L’ambiente era sereno, i giocatori avevano una considerazione diversa rispetto a quella odierna: non vi fu alcuno screzio con la tifoseria, almeno nel campionato in cui ho giocato».

Che cosa ricorda dell’anno con il granata sul petto?

«Ricordo ancora nitidamente i vari elementi che componevano lo spogliatoio: da mister Rosati, che teneva in mano le redini del gruppo, ai calciatori come Pantani, Daolio, Bianchini, Olivieri e tanti altri atleti con cui ho condiviso momenti di grande sport. Era uno spogliatoio eccezionale, tutti grandi amici soprattutto fuori dal rettangolo di gioco. E’ stata, dal punto di vista di molti addetti ai lavori e giornalisti, la Salernitana più forte di tutti i tempi».

Tom Rosati è passato alla storia, oltre che per i successi raccolti sul campo, anche per il carattere molto forte. Uno che teneva sempre il polso della situazione…

«Era un sergente di ferro. Come tanti altri mister, anche lui però si intestardiva con i diversi moduli di gioco: errori comuni del mestiere. Mauro Pantani fu molto contrario a diverse scelte adottate dal tecnico quell’anno: in occasione delle ultime sfide di campionato la punta fu tagliata fuori dall’undici iniziale, scelta che la Salernitana probabilmente pagò ai fini della classifica finale».

Una stagione, secondo alcuni, buttata alle ortiche…

«Furono due le sfide cruciali del campionato. Le trasferte di Brindisi e Sorrento decisero le sorti di quella stagione, nella quale avevamo dominato il girone d’andata. Doveva essere il torneo che avrebbe riportato la Bersagliera in cadetteria, per diversi fattori la storia non volle così. A Brindisi vi furono diverse polemiche: alla formazione locale fu concesso un rigore molto dubbio che Renna sbagliò. L’arbitro, Chiapponi di Livorno, fece cenno che il tiro andava ripetuto: chiesi spiegazioni e fui espulso. Il bomber pugliese si ripresentò sul dischetto ma stavolta l’esecuzione fu perfetta. Fu un mezzo disastro, quel giorno cambiò tutto. Da quella partita vi fu un piccolo calo e contro il Sorrento alzammo definitivamente bandiera bianca».

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