Gerry, leone dello sport: «Supero le barriere e sogno la Nazionale»

di Erika Noschese

Campione d’Italia di para powerlifting nella categoria 59 chili, il salernitano Gerardo Valentino Acito punta ora alla convocazione in nazionale per poi tentare la scalata verso gli Europei. «È un obiettivo difficile ma non ci rinuncio, non lo farei per nulla al mondo», ha dichiarato l’atleta di para-badminton che solo pochi giorni fa ha potuto realizzare un suo piccolo sogno: ricevere una carrozzina che gli permetta di allenarsi e di conquistare ancora una medaglia. D’oro, s’intende.

Recentemente, a Palazzo di città, la cerimonia di consegna di una carrozzina speciale per te. Quanto è difficile, oggi, ritagliarsi uno spazio nel mondo dei para-atleti?

«Potrebbe essere molto ma anche poco difficile. Molto quando c’è poca attenzione soprattutto agli sport minori da parte delle infrastrutture o delle persone ma io ho riscontrato anche tanta solidarietà e tanta attenzione al mondo paraolimpico. Molto spesso si pensa a noi come a degli extraterrestri ma non è affatto così: siamo persone che, messe bene, riescono ad operare bene. Io queste barriere le ho sempre abbattute grazie alla mia forza di volontà. Il mio voleva essere soprattutto un invito agli enti pubblici ad abbattere queste barriere, sia mentali che fisiche».

Parliamo di barriere architettoniche: a Salerno ancora, purtroppo, se ne parla e si chiede di procedere all’abbattimento. Se potessi lanciare un appello all’amministrazione, cosa diresti?

«Messi in condizione, noi possiamo dare il massimo e per questo è importante abbattere le barriere architettoniche. Io, non messo in condizione, ho comunque dato il massimo. All’amministrazione comunale direi di avere un maggior occhio di riguardo nei confronti delle persone diversamente abili, anziane o con varie problematiche. Penso che il Comune di Salerno sia sulla strada giusta, devono intensificare questo soprattutto a livello infrastrutturale così da permettere alle persone – disabili o meno – che praticano uno sport minore di avere un luogo di ritrovo, di avere la possibilità di sfruttare al 100% le strutture».

Campione d’Italia di para powerlifting, sogni ora la nazionale…

«La medaglia d’oro può essere solo l’inizio di nuovi traguardi e nuove avventure. Io non mi fermo al titolo italiano, ambisco alla nazionale. La nazionale, per me, è fondamentale. È l’obiettivo principe, non escludendo la famiglia e ciò che mi circonda: per me è importante essere convocato con la maglia azzurra perché, per uno sportivo, puntare e difendere i colori della nazionale è motivo di orgoglio e di vanto. Nonostante la mia età, mi alleno ancora di più proprio per arrivare a indossare la maglia azzurra, non voglio rinunciarci per nulla al mondo».

A breve, in Campania, ci saranno le Universiadi. Pensi sia importante aprire questo evento anche ai para atleti?

«Le Universiadi sono fondamentali, permettono molto. Ovviamente, io non posso partecipare a causa della mia menomazione fisica. Si tratta di eventi sportivi inaccessibili a persone con deficit mentali ma sono fondamentali perché permettono alle persone con difficoltà intellettive di dare il meglio di sé. Per me è un evento eccezionale. Io punto alle Paralimpiadi ma prima voglio la convocazione in nazionale e poi gli Europei, fermo restando che ci sono i vari step da seguire. Non è così semplice, per noi, vestire la maglia della nazionale perché anche se sono campione italiano ci vogliono dei carichi minimi per accedere alla competizione europea: dovrei fare sempre buoni piazzamenti prima di accedere alle Paralimpiadi. Con il mio carico attuale non ho i requisiti minimi, e ti parlo della pesistica, mi mancano 8 chili. Superato quel gap sarei convocato in nazionale per quanto riguarda la pesistica. Ovviamente, con il canale del para badminton si è aperta una nuova sfida e per me è come cominciare da zero».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi sportivi?

«A maggio punto al piazzamento per i campionati italiani di para badminton. L’obiettivo è solo uno: la convocazione in nazionale, sia per quanto riguarda il para lifting sia per il para badminton. Questi sono i miei due obiettivi».

Tanti sono i giovani che si trovano nelle tue stesse condizioni ma che, magari, a differenza tua hanno abbandonato il mondo dello sport. Cosa vorresti dire a questi giovani?

«Io direi loro di non mollare mai. Come esperienza personale posso dire che già da normodotato praticavo sport. Praticarlo ora mi ha permesso di rientrare nella società, mi ha fatto acquisire autostima, sono una persona più consapevole perché so che anche nella mia condizione riesco a dare tanto. Ai giovani consiglio di andare avanti, magari contattando enti e associazioni locali per farsi aiutare, perché ci sono degli enti come il Coni Salerno nella persona di Paola Berardino, molto vicina a me e a chi pratica sport minori; ci sono enti come l’associazione Asd Picentia Badminton club dove pratico il para badminton. Invito i ragazzi a venirci a trovare: la carrozzina non è solo mia ma la cedo a chi vuole cominciare a praticare lo sport in carrozzina. Ci sono tante associazioni, come la Ap Busen, la società con cui sono tesserato come atleta di pesistica paralimpica. Ci sono tante realtà. Invito i ragazzi a uscire da casa e praticare lo sport perché è fondamentale. Colgo l’occasione anche per rivolgere i miei ringraziamenti alla giunta comunale e a chi si è prodigato per farmi avere la carrozzina. Tempo fa, avevo fatto presente a Paola Berardino di voler praticare il para badminton ma non avevo la carrozzina. E tutto è partito da una serata organizzata lo scorso mese di novembre, durante la manifestazione Il Bello dello Sport, da dove è partita poi la raccolta fondi nell’ambito dell’iniziativa “Abbraccia un campione”. Durante la serata, l’assessore allo sport Angelo Caramanno si è fatto carico di acquistarmi la carrozzina, tramite il Comune che ringrazio, insieme al delegato Coni di Salerno, le associazioni sportive Asd Picentia Badminton club e chi mi ha aiutato nella raccolta fondi da parte di varie associazioni, tra cui quella di Gerardina Caputo, la mia associazione Ap Busen Salerno nella persona di Luigi Di Maio e tutte le persone che mi hanno sostenuto, attraverso varie sponsorizzazioni come l’Indie Gala che ha donato il suo 5Xmille al club per permetterci di acquistare tute, attrezzature e pagarci le trasferte. C’è stata una grande rete solidale e non posso che ringraziare tutti, soprattutto Alfonso Pierro che con la manifestazione Il Bello dello Sport si è molto prodigato per me».

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