L’ostracismo al tempo dei populisti

di Vincenzo Benvenuto

Nel 482 a.C., bello e buono, gli antichi Greci decisero di ostracizzare Aristide. Ora, la pratica dell’ostracismo, era una cosa simpatica assai: in buona sostanza, chiunque riteneva che un cittadino ateniese potesse danneggiare la polis, non doveva fare altro che recarsi in piazza e scrivere il nome dell’infamone di turno su una pietra di ceramica (ostracon). Non appena l’attenzionato raggiungeva le 6000 preferenze (il voto da casa non valeva!), costui doveva salutare parenti e amici e darsi alla macchia.

Insomma, il più votato veniva mandato in esilio per un periodo da cinque a dieci anni. Paese che vai, usanza che trovi, se non fosse che Aristide, il candidato all’ostracismo, già da Erodoto veniva definito l’uomo migliore e più giusto di Atene; a tal punto corretto, da essere chiamato Aristide il Giusto.

Plutarco racconta come un ateniese analfabeta, per scrivere il suo nome sulla pietra di ceramica perché era proprio Aristide che voleva far punire, chiedesse aiuto (tu guarda, a volte, la combinazione!) a lui, evidentemente ignorandone l’identità. Aristide il Giusto, allora, tomo tomo, lo guardò dalle vette della sua virtù, e gli chiese: «‘O zi’, levatemi una curiosità: ma voi lo conoscete ‘sto soggetto che vi siete messo in capa di mandare in esilio?».

La leggenda vuole che il povero cristo, indispettito (“quanti fatti ca vo sapè chisto!”), gli rispondesse: «No. Ma, ‘a verità, sapete qual è? Ca m’aggio scucciato di sentire da tutta Atene che Aristide è giusto. Al mercato, “e vir Aristide comm’e giusto!”; nell’agorà,“embè, io mo n’aggio visto di onesti, ma comme Aristide il Giusto, mai!”. Signore mio, non se ne può più. E mo ca ve l’ho detto, aggiat pacienza, fatemi la cortesia di scrivere ‘stu caspita ‘e nome sulla pietra, e jatevenn». Aristide, che era il Giusto, trovò la motivazione “giusta” (e che poteva fare? Era giusto!) e zitto e muto scrisse il proprio nome sull’ostracon.

La morale di questo illuminante aneddoto, è questa: finché l’elettore continuerà a votare di pancia, e quindi sulla base del sospetto e/o dei like, quei quattro gatti di Aristide che pur ci sono, verranno sempre banditi dalla vita politica; a tutto vantaggio, manco a dirlo, dei Trump, Salvini, Orban, e compagnia cantando.

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