Rettore vs Rettore. L’assessore Roberti ci prova

di Marta Naddei

Non sono salernitani ma, in un modo o nell’altro, hanno un legame molto forte con Salerno. I tre candidati di spicco della circoscrizione meridionale alle elezioni europee del prossimo 26 maggio conoscono bene la realtà salernitana: Franco Roberti, che guida la lista del Partito democratico, è stato per anni a capo della Procura della Repubblica; Raimondo Pasquino, capolista di +Europa, per dodici anni è stato rettore dell’Università degli studi di Salerno prima di cedere il testimone a un altro candidato al parlamento europeo, l’attuale rettore, in scadenza di mandato, Aurelio Tommasetti, che ha trovato posizione nella lista della Lega.

Tre personaggi di un certo peso, dunque, e sulla cui discesa in campo non sono mancate polemiche e illazioni. In particolar modo per Roberti e Tommasetti: il primo – individuato dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dopo una lunga serie di rifiuti – è stato, negli ultimi mesi, al centro dell’attenzione dopo la nomina ad assessore regionale per la sicurezza. Un incarico conferitogli direttamente dal presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca. Una polemica nata alla luce dei destini incrociati dell’ex procuratore capo di Salerno e dell’ex primo cittadino del capoluogo, all’epoca delle prime inchieste e dei primi provvedimenti sulla realizzazione del Crescent e di Piazza della Libertà.

A finire in un vero e proprio occhio del ciclone, però, è stato Aurelio Tommasetti: su di lui, dopo l’annuncio ufficiale della candidatura tra le file del partito di Matteo Salvini, è piovuta una tempesta di richieste di dimissioni da parte di alcuni esponenti del mondo accademico ma soprattutto da parte degli studenti dell’ateneo salernitano. Richieste che nascono principalmente per il timore di strumentalizzazioni dell’UniSa stessa e per la collocazione politica, giudicata poco coerente soprattutto per chi è espressione di una delle migliori università del sud Italia.

Lo stesso Pasquino, già commissario straordinario del Cstp e che dell’Università di Salerno è stato magnifico rettore proprio prima di Tommasetti, ha ironizzato sulla scelta del suo successore di provare la strada della politica in un partito come la Lega: «L’ideologo della Lega Nord e di Umberto Bossi, il professor Gianfranco Miglio, sarebbe stato molto divertito e sorpreso dal vedere il rettore di una importante università del Sud come Salerno candidato per il suo partito…».

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