Grazia, non solo le violenze: il tribunale la sfratta

Nove lunghi anni di violenza, fisica e psicologica. Nove anni di abusi, di segregazione, di minacce di morte. Ad un certo punto il coraggio di dire basta e ricominciare. È questa, in sintesi, la storia di Grazia Biondi, la salernitana vittima della violenza del suo ex marito. Grazia, ad un certo punto, ha trovato il coraggio di denunciare ma ha perso tutto, lavoro e denaro.

Le è rimasta la casa, di proprietà dell’ex marito ma su cui i genitori di lei hanno versato una cospicua somma di denaro per i lavori di ristrutturazione. E quella era l’unica certezza di una donna consapevole di dover combattere per riprendere in mano la sua vita e ricominciare da zero. Aveva un tetto sulla testa e questo le bastava. Almeno fino a qualche giorno fa quando quello stesso tribunale che ha condannato l’ex marito a soli 10 mesi di reclusione perché durante il matrimonio a Grazia era assicurato un alto tenore di vita, ha disposto lo sfratto esecutivo.

Il mostro, l’uomo che per anni le è stato accanto e che avrebbe dovuto amare e proteggere, voleva riprendersi la sua abitazione. E i giudici non lo hanno impedito. Per Grazia un fulmine a ciel sereno.

La notizia fa presto il giro del web e in poche ore arrivano messaggi di solidarietà, persone che si mettono a disposizione per ospitare la salernitana che, tra le altre cose, ha seri problemi di salute. Grazia non vuole e non può arrendersi. A scendere in campo con lei l’assemblea permanente delle donne che organizza in poco tempo un silenzioso sit in di protesta.

Tutto è pronto, è venerdì e per la Biondi è arrivato il momento di lasciare la casa. Bagagli in auto, gattini da sistemare e un posto in cui dormire da cercare. A mezzogiorno in punto a Saragnano, frazione di Baronissi, iniziano ad arrivare le prime persone che si stringono calorosamente attorno a quella donna che, ancora una volta, viene sconfitta dalla giustizia. Quella stessa giustizia che avrebbe dovuto tutelarla. E non lo ha fatto, magari in parte. Ma non del tutto. Alle 15 iniziano ad arrivare i fabbri, sono tenuti a cambiare la serratura della porta. L’ansia cresce, la tensione pure. Qualcosa ad un certo punto cambia, non si sa bene perché.

Sul volto di Grazia fa capolino un timido sorriso. Una sola parola: sospensiva. Si, lo sfratto esecutivo è bloccato, anzi sospeso. Grazia Biondi può restare nella sua casa (si, è sua. Sono stati i suoi genitori a ristrutturarla e nessun altro) ma solo fino a giugno. Sono solo pochi mesi ma è pur sempre una piccola vittoria. Se non altro, ora la salernitana ha tempo per cercare una nuova sistemazione, di traslocare con calma. A giugno per lei, per l’ennesima volta, inizierà una nuova vita. Ma con una certezza in più: l’Italia è al suo fianco e tante sono le persone che si sono rese disponibili ad aiutarla. È poco. Ma per ora va bene così. Grazia non è sola e mai lo sarà. E lei continuerà a lottare per tutte le donne vittima di violenza.

(er.no)

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