Lorenzo, tra ambiente e diritti civili

di Marta Naddei

La tutela dell’ambiente e dei diritti dei cittadini è stata alla base della sua azione politica e civica. Lorenzo Forte, oggi alla guida di “Salute e vita”, ha occupato uno scranno consiliare durante il sindacato di Mario De Biase, dal 2001 al 2006.

Da ex consigliere comunale come guarda il palazzo oggi?

«Francamente con tristezza, perché con questa amministrazione comunale guidata da Enzo Napoli si è raggiunto il livello più basso di partecipazione e di ascolto delle problematiche vere che interessano la vita dei cittadini della città di Salerno, c’è un incapacità di rappresentanza e soprattutto la mancanza totale di politica».

Tra ieri e oggi quali differenze politiche ed istituzionali?

«Credo che ci sia un abisso di contenuti e di azioni: ripeto, quest’amministrazione è il punto più basso; la chiusura del cerchio di un disegno voluto da De Luca, ovvero mancanza di politica e di confronto. Le decisioni per la città prese fuori dalle istituzioni democraticamente elette. Si teorizza l’espulsione della politica e si concentra in una sola persona tutto il destino e le scelte che avrebbero potuto cambiare il volto della città, senza un disegno generale di sviluppo, ogni azione sembra protesa solo al mantenimento del potere per il potere. Invece devo affermare che i cinque anni trascorsi dal 2001 al 2006 sono stati intensi e hanno rappresentato il tentativo di ritorno alla normalità; c’è stato un confronto altissimo tra il sindaco Mario De Biase e il Consiglio comunale, abbiamo anche portato e affrontato temi politici importanti, è tornata la politica e il ruolo del consigliere comunale che soprattutto portava avanti le istanze di chi lo aveva eletto. E’ stata un’esperienza molto sentita: mi sono occupato, in quegli anni, di tante istanze e ho lanciato molte sfide e battaglie che avevano come faro unico la volontà di dare voce a chi non ne aveva ed era fuori dal sistema. In quegli anni ho provato a rappresentare gli ultimi, ricordo tra le battaglie più rappresentative: quella ambientale. Impedimmo, insieme ad altri consiglieri di maggioranza e all’intera opposizione, la nascita di un’inutile e dannosa centrale termoelettrica, riuscendo – in quell’occasione – a mettere in minoranza l’amministrazione e il sindaco. A tutela della vita e della salute delle persone, portai per la prima volta in Consiglio la questione delle Fonderie Pisano producendo anche una denuncia-esposto alla Procura della Repubblica nel 2003 che portò alla nascita della prima inchiesta giudiziaria, seguita poi dalla condanna con patteggiamento dello stabilimento per gravi reati ambientali. In quegli anni dai banchi della maggioranza mi sono fermamente opposto alla devastazione e alla cementificazione della città, capeggiando con convinzione un’opposizione ferma contro le varianti urbanistiche che di fatto svuotavano il Puc e il piano regolatore generale della città, ormai pronto ma che stranamente veniva mantenuto in un cassetto. Fui tra i i promotori convinti dell’opposizione contro la madre di tutte le varianti: quella delle Mcm (le cotoniere meridionali ) che raddoppiava gli indici di edificabilità per l’imprenditore e quindi causava una colata di cemento a Fratte, in un’area già fortemente danneggiata dall’inquinamento atmosferico delle Fonderie. Al danno la beffa in quanto l’unico stabilimento che doveva essere immediatamente delocalizzato, perché incompatibile, restava lì a creare danni ingenti, mentre la Mcm industria manifatturiera, di fatto già chiusa, si trasformava in cemento al quadrato. Portai per la prima volta in Consiglio comunale la battaglia dei Diritti Civili e partecipai in prima linea al G8 di Genova, facendo parte del grande movimento contro la globalizzazione e i danni e che purtroppo poi ha fatto in tutto il mondo. Ricordo quegli anni con emozione unica perché sento che furono anni in cui provai a dare il mio contributo sincero per creare le condizioni di uno slancio nuovo della città; lavorai cinque anni avendo un solo obiettivo: contribuire a rendere Salerno una città dove trovassero casa i diritti delle minoranze e la tutela di diritti fondamentali,contro gli interessi di parte. Ogni mia azione fu protesa ai beni comuni e agli interessi generali».

A livello nazionale come si colloca ? A livello regionale?

«La mia storia umana e politica è sempre stata a sinistra: ho militato nella sinistra giovanile del Pds, nel Pds per poi approdare a Rifondazione Comunista e poi una parentesi con i Verdi, poi ho aderito e contribuito alla nascita di Sinistra Ecologia e Libertà, ma da anni ho deciso di abbandonare la militanza partitica, in quanto non ho più trovato un partito di riferimento. Posso serenamente affermare di non aver mai smesso di fare politica, se intendiamo con essa la voglia di contribuire a cambiare la realtà, il territorio e di rappresentare le istanze delle persone dando voce agli ali ultimi. La mia voglia di fare politica viene da lontano e ha avuto sempre al centro due principi cardine: la giustizia sociale e la politica come servizio alla comunità. Così, attraverso la nascita del Comitato Salute e Vita e l’associazionismo, ho, insieme a tanti cittadini, dedicato la mia vita a combattere una battaglia per la giustizia e la verità. La battaglia iniziata in Consiglio comunale e che tutt’oggi continua senza sosta per garantire il diritto alla Salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione e per dare voce a chi non ce l’ha più, a chi è morto di cancro e vuole sapere tutta la verità su ciò che si è consumato nella Valle dell’Irno vuole avere Giustizia. A livello regionale guardo con grande speranza e interesse all’esperienza politica del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai valori e alle battaglie che anche a livello nazionale ha messo in campo, e ho appreso con entusiasmo la scelta di volersi candidare a presidente della Regione Campania nelle prossime elezioni». Si ricandiderebbe a consigliere comunale di Salerno? «Sicuramente potrei un giorno decidere di ricandidarmi, se la mai candidatura potrà rappresentare uno strumento utile per portare dentro le istituzioni battaglie che possono cambiare la vita dei cittadini. Resto un sognatore e resto fermamente convinto che la politica debba essere uno strumento che modifica la realtà e migliora la qualità della vita dei cittadini. Ricordo due aneddoti rappresentativi della mia esperienza quando un giorno davanti all’ascensore del Comune, finito un gruppo di maggioranza, la collega e amica Rosa Masullo disse che le piaceva come facevo politica perché operavo le mie scelte senza pensare agli interessi di parte, senza il timore di conseguenze o nemici. L’altro aneddoto che mi rende orgoglioso furono le parole semplici ma vere di un professore universitario di Filosofia che decise di iscriversi per la prima volta ad un partito a Sinistra ecologia e libertà, aderendo al circolo Enrico Berlinguer da me fondato, adducendo questa spiegazione: “a quasi a sessant’anni mi scrivo ad un partito per la prima volta e lo faccio per Lorenzo perché è il primo politico che ho conosciuto che è entrato in Consiglio comunale povero e ne è uscito ancora più povero!”. Queste parole le porto nel mio cuore».

Da ex consigliere comunale, quali sono i futuri progetti?

«Sicuramente tra i miei progetti futuri c’è la speranza di trovare un po’ di serenità e la ferma convinzione di vincere la battaglia della vita con la chiusura delle Fonderie Pisano e la successiva bonifica». Sente i suoi ex colleghi consiglieri con chi ha legato di più? «Sì, con alcuni di loro mi sento e condivido pensieri e riflessioni: tra essi ci sono sicuramente Rosa Masullo e Nando Mainenti, ma devo dire che con tanti di loro è rimasto un affetto e stima. E’stata un’esperienza unica e di grande confronto».

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