Dum Dum Republic, il primo lido che ha detto addio al monouso

di Erika Noschese

E’ il primo stabilimento balneare totalmente plastic free. Biancaluna Bifulco è la titolare del Dum Dum Republic di Paestum che, ormai da 6 anni, porta avanti una grande ed importante sfida: l’abolizione della plastica e di materiale biodegradabile a favore dell’ambiente. E proprio da quest’anno parte l’ennesima campagna per sostituire le bottiglie di plastica con le borracce, dopo quella relativa alla sostituzione delle cannucce con maccheroni di zito.

Biancaluna, il Dum Dum Republic primo stabilimento balneare in provincia di Salerno totalmente plastic free. Una scelta importante dovuta a cosa?

«E’ da più di sei anni che abbiamo scelto di percorrere questa strada. Abbiamo utilizzato inizialmente prodotti biodegradabili; è stato un passaggio graduale fino ad eliminare il materiale biodegradabile e utilizzare solo materiali che si possono riutilizzare. Bandire il monouso: è stata questa la nostra filosofia dovuta al fatto che una persona si rende conto che in attività che fortunatamente funzionano l’impatto ambientale del rifiuto prodotto dalle attività di somministrazione, in generale. Così, ci siamo posti il problema di cosa fare per ridurre il nostro peso sull’ambiente. E da qui è nato tutto».

Lo scorso anno lei ha lanciato, tramite il suo lido, la campagna “Non chiedere la cannuccia”. Ad oggi, effettivamente, la classica cannuccia è stata sostituita da un maccherone di zito…

«È stata una provocazione. In realtà il maccherone di zito lo utilizziamo solo per il mojito mentre per tutti gli altri cocktail non si utilizza assolutamente nulla, né materiale biodegradabile né zito, si beve dal bicchiere».

Secondo lei, quanto è importante per uno stabilimento balneare come il suo, punto di riferimento per molti giovani, dare un segnale così importante, rinunciando alla plastica?

«In realtà è stata la clientela a darci il primo segnale perché i giovani sono molto attenti alle questioni ambientali. Lavoro con un pubblico prevalentemente giovane e tutto è nato da discorsi fatti con la clientela. Questo fa capire che sono esigenze che le persone sentono ma magari non vengono recepite in toto dalle amministrazioni e questo sarebbe il grande passaggio: avere un supporto maggiore dalle amministrazioni. So che la Provincia di Salerno, attraverso il consigliere Dante Santoro, ha creato il bollino plastic free e questo è uno dei segnali più importanti che le amministrazioni possono dare in supporto ai privati che intraprendono una battaglia per l’ambiente».

È stato difficile abituare la tua clientela a questa rivoluzione?

«No, assolutamente, ad eccezione di qualche critica iniziale perché c’è sempre chi pensa di saperne di più. Sul maccherone, ad esempio, è stata fatta una questione di spreco alimentare, non sapendo che il materiale biodegradabile deriva dal mais e tra questo e il grano la differenza qual è? Sono state queste le domande, per linea generale, ma c’è stato pieno supporto. Da quest’anno, poi, è partita la campagna per sostituire la bottiglia di plastica con una borraccia. Noi al Dum Dum ne abbiamo alcune da vendere ma ciascuno può portare la sua e noi la riempiamo gratis».

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