«Plastica dannosa per noi e per gli animali. Bisogna cambiare rotta»

È necessario invertire la rotta e cambiare le nostre abitudini. A lanciare il grido d’allarme è Sandra Hochscheid, responsabile del centro di ricerche tartarughe marine della stazione zoologica Anton Dohrn di Portici, in provincia di Napoli. Il centro, nello specifico, si occupa del recupero di tartarughe marine in difficoltà, in cura presso la stazione zoologica di Napoli fino al recupero completo dell’animale quando sarà poi pronto per essere rimesso in libertà.

«Attraverso l’attività con le tartarughe facciamo monitoraggio della presenza di rifiuti marini e di plastica nel mare – ha spiegato Sandra Hochscheid – Si tratta di un elemento che crea tanti danni, problemi, preoccupazioni. E, anche in provincia di Salerno, sono tante le tartarughe rinvenute morte a causa della plastica che, magari, ingeriscono».

Quanto è dannosa la plastica per l’ambiente e per i nostri mari?

«E’ dannosa perché può creare danni come blocco intestinale, falsa età dell’animale, diventare una trappola per l’animale e provocare fratture, può essere impedito a nuotare e respirare e, di conseguenza, a nutrirsi. Le plastiche possono poi diventare micro plastiche, poco e nulla visibili che possono essere dannose per l’organismo e l’ambiente. Poi, queste sostanze dannose vengono rilasciate grazie alle attività di alcuni batteri che liberano sostanze i cui effetti sono ancora ignoti».

Tra le varie attività, cosa fa di concreto il Dohrn per proteggere il mare dall’inquinamento prodotto dalla plastica?

«Noi lavoriamo molto su attività di sensibilizzazione, appelli continui a scuole, cittadini attraverso ogni mezzo possibile per suggerire un comportamento adeguato perché ciascuno di noi, anche con un piccolo cambiamento può fare la differenza. Un esempio su tutti può essere evitare di comprare buste di plastica, evitare il monouso. Ad oggi, ci sono varie alternative a questo. Nei lidi, ad esempio, sono prodotte tonnellate di rifiuti plastici».

A proposito di stabilimenti balneari, in provincia di Salerno sono ancora pochi i lidi plastic free…

«Purtroppo sì ma dobbiamo cercare di far aumentare questo numero. Dovrebbero essere le persone a far comprendere ai titolari di varie attività l’importanza di abolire la plastica».

Quanto è importante questo cambio di rotta circa l’utilizzo della plastica?

«Ciascuno di noi deve cambiare le sue abitudini e i suoi comportamenti, deve partire da noi cittadini, dagli utenti. Siamo in prossimità di un’ondata di rifiuti che il mare risputa. Dove devono finire questi rifiuti? Non è solo un problema che interessa i nostri mari ma tutti noi. Vogliamo davvero lasciare, in eredità ai nostri figli, questo mondo?».

(er.no)

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