Il club vietrese fu in trattativa per la vendita del settore giovanile

di Matteo Maiorano

I tre responsabili del settore giovanile andavano in giro per la città per scovare gli astri nascenti del calcio salernitano. Ogni calciatore seguiva le regole del proprio tutor: «I giovani avevano grande rispetto per i propri maestri. I mentori forgiarono un gruppo destinato a diventare leggenda». Peppe Martino seguì passo a passo a crescita del settore giovanile. Dopo aver trattato con diverse società del nord Italia però, si accorse che sarebbe stato più conveniente trattare il proprio patrimonio con il maggior sodalizio locale, la Salernitana dell’allora patron Enzo Paolillo.

«Nel ’77 decisi di incontrare l’allora presidente granata. Negli ultimi anni furono diversi gli elementi che decidemmo di trasferire verso squadre del nord Italia: Galderisi e Pecoraro furono soltanto alcuni dei talenti che passarono da Vietri ai top club nazionali». Allora le squadre di A pagavano il cartellino soltanto in base alla crescita atletica del calciatore. «Al massimo riuscivamo a racimolare 700-800 mila lire per singolo elemento. Mentre con la Salernitana entravano in gioco altre dinamiche, come la crescita futura del calciatore, la prestazione nel nuovo club e una futura vendita. Si sarebbero innescati altri equilibri».

Da lì l’intuizione: «A questo punto convenni con Andreozzi e Palma che, dal momento in cui il sistema Vietri-Raito stava ottenendo risultati degni di nota, le cui gesta superarono i confini cittadini, si sarebbe potuto cedere l’intero settore giovanile alla proprietà granata, entrando prepotentemente nel cda del Cavalluccio».

Martino incontrò personalmente Enzo Paolillo presso il ristorante Concord: «Ospitai nella mia struttura il presidente discutendo sull’acquisizione di quote di minoranza del club in cambio del passaggio di consegne del settore giovanile alla presidenza Paolillo». Fu un incontro interlocutorio, ma il giorno dopo la chiacchierata riempì le colonne dei quotidiani locali: «Sfogliando i giornali mi accorsi che passò la notizia che noi avremmo voluto cedere la nostra creatura perché ormai sull’orlo del fallimento. Fu per noi vietresi un messaggio parecchio offensivo. Non so chi proferì queste parole al giornalista, ma il giorno dopo fermai la trattativa in corso con Paolillo».

(10.continua)

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