Il lungo inverno ha distrutto le coltivazioni

di Giovanna Naddeo

Una primavera da dimenticare per gli agricoltori salernitani. I temporali, le grandinate e le temperature fuori stagione delle ultime settimane hanno messo letteralmente in ginocchio l’intero settore agroalimentare, con ingenti danni alle colture. Tra le più colpite, le aziende agricole produttrici di frutta.

«E’ davvero un anno terribile per la nostra attività, il peggiore degli ultimi quarant’anni» – dichiara Alfonso La Rocca, titolare dell’omonima azienda agricola in via Ostaglio-Altimari a Salerno. «Albicocche, pesche e nettarini sono i prodotti che hanno subito più danni in assoluto. Se di questo periodo contavo circa 600 quintali di frutta, quest’anno non arriviamo a 150 quintali».

Dello stesso avviso Giuseppina Carmando, titolare dell’azienda agricola “Rosa Nobile” a Giffoni Sei Casali e produttrice di olio extravergine, nocciole Igp, noci (varietà Sorrento) e castagne dei monti picentini. «A causa delle violente piogge, i fiori delle nocciole stanno marcendo, così come le olive» – racconta Carmando. «Un’annata pessima per le nostre culture. Al momento non possiamo quantificare il danno ma sappiamo già che sarà di entità elevata”.

Unitamente alle piogge, la proliferazione di agenti patogeni ha contribuito a danneggiare il settore ortofrutticolo. «I danni più o meno diffusi sono state le frequenti e dannose proliferazioni di attacchi fungini sulle colture quali vite ed orticole» – spiega l’agronomo Giovanni Scafuri. «A causa del tempo molto umido, ma caldo, i timidi raggi di sole degli ultimi giorno hanno favorito gli attacchi da parte della peronospora e dell’oidio». E poi: «Per le aziende agrozootecniche il danno maggiore è stato il dover posticipare il periodo della fienagione, costringendoli ad affienare le varie essenze in uno stadio avanzato del loro ciclo biologico a scapito della qualità organolettica del fieno prodotto. Idem, per quanto riguarda le ciliegie, particolarmente danneggiate a causa delle abbondanti piogge».

Nei giorni scorsi, anche la Coldiretti Salerno ha denunciato il crollo della produzione di ciliegie pari al 50 per cento. «Piogge e allagamenti» – ha illustrato Coldiretti «hanno messo in crisi anche il pomodoro di San Marzano nell’agro-nocerino sarnese dove si conta un ritardo nella raccolta di almeno quindici giorni, salvo marciumi radicali della pianta».

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