Drammi uguali, verdetti diversi: il tragico paradosso degli ex Ideal Standard

di Marta Naddei

Prima quarant’anni trascorsi a lavorare a stretto contatto con l’amianto. Poi, la perdita del posto di lavoro con la promessa di una riassunzione nell’azienda che si sarebbe occupata del nuovo e innovativo Sea Park, non prima di essere richiamati – tra il 2000 e il 2004 – per bonificare l’area sulla quale sussisteva la loro ex azienda. Infine, le battaglie in tribunale per vedersi riconoscere i benefici per l’esposizione alle fibre di amianto. Lunga e travagliata è la storia dei circa 200 lavoratori dell’ex Ideal Standard di Salerno, l’azienda che realizzava sanitari e che ha chiuso i battenti nel 1998. 

Nel corso di 20 anni sono stati circa 60 gli ex operai dell’opificio della zona industriale deceduti a causa di malattie collegabili alla prolungata esposizione al “killer silenzioso”. Tanti altri, ancora, sono affetti da patologie simili e lottano per i propri diritti e per la propria vita. Un amianto toccato con mano, spostato, sotterrato, respirato. 
Eppure, oggi, alcuni degli ex lavoratori dell’Ideal Standard si trovano a dover fare i conti con una giustizia non univoca che, paradossalmente, è riuscita, dinanzi a casi pressoché identici, ad emettere verdetti diversi. 

Nelle aule di tribunale, nelle quali hanno trascinato il restio Inps, le maestranze salernitane – supportate dal legale Anna Amantea e, fino a qualche tempo fa, dal compianto avvocato Dante Stabile – hanno provato a dimostrare come per lunghi anni abbiano lavorato a stretto contatto con il pericoloso materiale e, oggi, portino addosso i segni di quell’attività lavorativa.

Ma quando è andato in corto circuito il meccanismo? E’ andato in tilt quando a decidere sono stati due tribunali differenti: così, mentre tre operai si sono visti riconoscere i trattamenti economici per danni da esposizione all’amianto, ad un’altra cinquantina di colleghi è toccata sorte diversa e, sicuramente, meno piacevole. Già, perché per i giudici del tribunale di Nocera Inferiore i lavoratori sono stati assoggettati all’esposizione alle polveri di amianto per oltre un decennio e in concentrazione superiore al limite previsto; una conclusione, questa, supportata anche da una perizia che ha accertato la concentrazione di polveri nei capannoni dell’ex Ideal Standard.

«In particolare – si legge nella sentenza – il consulente ha evidenziato come nel capannone industriale dove avevano avuto luogo le lavorazioni della fabbrica e nella successiva fase di dismissione dell’impianto industriale avvenuto sotto la gestione della Seafarm e della Sea Park, fossero presenti numerose parti strutturali in amianto e lavorazioni di materie prime contenenti quest’ultimo, in particolare: impasto ceramico dei sanitari, talco utilizzato, coperture dei capannoni, guarnizioni ed isolamenti dei forni di cottura e delle tubazioni e dispositivi di protezione individuale». 

Al tribunale di Salerno, invece, i ricorsi sono stati respinti sulla base di una relazione del giugno del 2012, nella quale si affermava che «la produzione di ceramiche sanitarie notoriamente non prevedono l’impiego di amianto». Circostanza che sarebbe in contrasto con quanto dichiarato dal consulente di parte, che da anni segue gli ex operai dell’Ideal Standard di Salerno. La stessa Ctu acquisita dal Tribunale di Nocera Inferiore che ha accertato l’esposizione all’amianto all’interno del complesso aziendale. L’appello è previsto per l’aprile del prossimo anno. 

Un caso del quale si è interessata la Cgil di Salerno che, questa mattina, alle 10.30 terrà una conferenza stampa con l’intenzione ripercorrere le fasi della vertenza e chiede di uniformare, nel rispetto dei principi del diritto, i comportamenti istituzionali per risolvere in tempi brevi l’annosa questione degli operai. All’incontro sarà presente anche una folta delegazione di ex lavoratori pronti a denunciare dettagliatamente la loro presente condizione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...