Un salto a Palazzo Sant’Agostino

di Michele Di Popolo

Il palazzo Sant’Agostino (detto anche “palazzo della Provincia”, perché vi ha sede l’amministrazione centrale della Provincia di Salerno) si trova nel centro storico di Salerno, davanti al lungomare Trieste. L’edificio prende il nome dal monastero dedicato a Sant’Agostino, di cui faceva parte.

Nel 1309 ne fu iniziata l’edificazione su un terreno prospiciente il mare, dove vi era stata la piccola chiesa di Sant’Angelo a mare, dell’alto medioevo. Con Napoleone il palazzo smise di essere religioso e venne ristrutturato da Gioacchino Murat, diventando un palazzo di due piani. Dopo l’Unità d’Italia divenne sede della prefettura. Nel 1928 fu aggiunto un terzo piano ad esclusivo uso della provincia (i precedenti due piani rimasero sempre destinati alla prefettura).

La Torre dell’orologio fu spostata all’angolo tra via Duomo e via Roma. La stessa facciata subì modifiche, con l’inserimento di due colonne nell’entrata. Negli anni del Fascismo, il palazzo ospitò il “Museo archeologico provinciale”.

Nel 1943 il palazzo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati, perdendo un’ala. Successivamente fu ristrutturato assumendo l’attuale aspetto: da allora è destinato ad uso esclusivo degli uffici della provincia. Il palazzo ha una pianta rettangolare, con un androne e due piccoli cortili interni. Ha un grande salone per ricevimenti con pavimenti in marmo, mentre la facciata (in stile neoclassico ad opera di Giuliano de Fazio nel primo Ottocento), presenta un bugnato al piano terreno. Dispone di quattro piani, per complessivi 24 metri d’altezza.

Lateralmente, sul lato nord, ha una torre con orologio rivolto verso la piazza Cavour del lungomare di Salerno. All’interno del palazzo vi è il “salone di rappresentanza”, dedicato a Girolamo Bottiglieri (che fu il primo presidente della Provincia di Salerno nel 1861) e dominato dal quadro di Giuseppe De Mattia raffigurante Costantino l’Africano mentre viene presentato alla famiglia di Roberto il Guiscardo.

Il personaggio / Costantino l’Africano. Costantino l’africano (in latino: Constantinus Africanus; Cartagine, 1020 circa – Montecassino, 1087) è stato un medico, letterato e monaco cristiano arabo. Nella sua vita Costantino compì numerosi viaggi che gli consentirono di apprendere diverse lingue e di acquisire le conoscenze del mondo arabo ed orientale. Ancora giovane partì per Babilonia (antico nome di Baghdad), quindi in Persia, in Etiopia e forse in India. Ritornato in Egitto fu oggetto di persecuzioni, in ragione del suo insegnamento, ispirato alla varietà di tradizioni con le quali era venuto in contatto. Dovette rifugiarsi in Italia, accolto presso la corte di Roberto il Guiscardo, a Salerno. Soggiornò nella città probabilmente tra il 1075 e il 1077 e, verosimilmente, fu maestro della celebre Scuola Medica Salernitana. Di certo è evidente la notevole influenza che le sue traduzioni ebbero nell’attività e nelle opere dei medici di Salerno. Entrò nell’ordine benedettino e terminò la sua vita nell’abbazia di Montecassino ai tempi in cui era abate Desiderio, futuro papa Vittore III. 

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