Rifiuti, De Luca scarica sui sindaci

di Andrea Pellegrino

Si immagini solo per un attimo, vestendo i panni di un sindaco, di dover individuare sul proprio territorio un sito di stoccaggio dei rifiuti, in meno di un mese, seguendo le procedure, contrastando le proteste dei propri concittadini. Una impresa impossibile. Anzi una vera e propria missione impossibile, soprattutto dopo aver già vissuto gli anni dell’emergenza rifiuti, i cui strascichi sono ancora visibili con vicende giudiziarie ancora aperte.

Basti pensare che il solo Comune di Salerno, per quell’emergenza rifiuti, ha un contenzioso con il dipartimento della protezione civile di ben 13 milioni di euro circa. Ma è solo un esempio. Oggi De Luca, governatore della Campania, annuncia la chiusura (per manutenzione) dell’impianto di Acerra, con conseguenze che noi tutti possiamo immaginare. Ma c’è di più, nel piano De Luca c’è il pieno coinvolgimento dei sindaci. Insomma primi cittadini, se non volete i rifiuti nelle vostre strade, arrangiatevi da soli.

Tra l’altro, che Acerra chiudesse non è notizia di questi giorni. Naturalmente quel che manca sono le alternative. Ma non da oggi. Non fosse altro che il piano dei rifiuti regionale non prevede la creazione di nuovi impianti sul territorio regionale, catapultando le prime teorie di Vincenzo De Luca quando fu investito dall’allora governo di costruire un termovalorizzatore sul proprio territorio, per poi cambiare idea all’atto del trasferimento delle competenze in capo all’amministrazione provinciale.

Ma questa è tutt’altra storia che merita menzione solo per una ricostruzione fedele dei fatti. Di fatto, in assenza di impianti e di programmazione, la spada di Damocle dell’emergenza rifiuti non ci ha mai abbandonato. E il caso di Acerra ne è la dimostrazione. Basta una semplice manutenzione per mettere in ginocchio una Regione. O peggio ancora un blocco di uno Stir per creare scompiglio e discariche a cielo aperto sui territori. Lo scorso inverno più volte le difficoltà dell’impianto di Battipaglia hanno fatto collassare il sistema di raccolta in provincia di Salerno.

Da tempo c’è chi lancia allarmi. Come l’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano che in più occasioni ha previsto tutto questo. Naturalmente, in questa vicenda così complessa, le responsabilità politiche sono di tutti. Di chi governa ma anche di chi è all’opposizione. 

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