Anche i rubli sono bipartisan

di Alessandro Rizzo

È davvero sconcertante come la strategia della distrazione dei popoli possa portare beneficio alla lega (ex nord per l’indipendenza della padania). La lotta alle Ong, di cui ho già parlato nei giorni scorsi, è il drappo rosso agitato davanti ad un popolo che, accecato dall’italico sovranismo, non si accorge delle ultime vicende che travolgono il partito di governo.

Un tempo erano i rubli, che tanto -si diceva- piacessero ai comunisti. Poi fu Rubi, che tanto -si diceva- piacesse al presidente. Adesso di nuovo i rubli, questa volta bipartisan, che tanto pare piacciano a qualche leghista.

Salvini invece è un uomo solo. Solo, come un novello Calimero della politica, tanto che non è dato comprendere come faccia a condurre un partito così in crescita, senza aiuti, senza l’appoggio di nessuno. Vediamo quante cose Salvini non sa e non può sapere, preso com’è lui da solo a salvare il Paese.

I 49 milioni, quelli li fece sparire un’altra lega, non la sua, lui non ne sapeva niente. Riguardo la questione del “re dell’eolico”, nulla sa Salvini, neanche adesso che i Pm hanno chiesto l’incidente probatorio con l’interrogatorio di Vincenzo e Manlio Nicastri. Non sa niente neanche di Savoini e del “Russia gate”, dei soldi, del gasolio, del miliardo e mezzo di euro di fornitura e dei 68 milioni che, a dire dei Pm milanesi, sarebbero dovuti andare alla lega. Non sa nulla Salvini, mentre Savoini intanto si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Nemo tenetur se detegere”, dicevano i latini, nessuno può essere obbligato a rendere dichiarazioni dannose per se stesso. Ed evidentemente il ministro era distratto anche ieri, quando le forze speciali antiterrorismo hanno sequestrato a Rivanazzano Terme un intero arsenale, compreso un missile aria-aria di 800kg, in mano ad un gruppo di nazifascisti. Distratto perché non ho letto un solo rigo, una sola parola, sui giornali su questo fatto, riferibile a Salvini, il quale però non ha mancato di regalarci il suo tweet quotidiano su un poliziotto siciliano che dava da mangiare ad una gattina incinta.

Insomma, sia chiaro, abbiamo un dato certo: il ministro dell’interno è un distratto. Non si accorge di tutte le cose più eclatanti e disdicevoli che pare gli accadano intorno. In fondo però è comprensibile, lui ha tanto da fare a tenere a bada le Ong. Ma d’altro canto come può un popolo tacciare di sbadataggine un ministro se poi delle stesse distrazioni è colpevole egli stesso? È una simbiosi perfetta: il popolo è distratto dal drappo rosso dei migranti, il ministro è distratto perché mentre attorno a lui si muovono milioni e si sequestrano missili, lui è impegnato ad agitare quel drappo rosso.

La colpa però è dei 5 stelle. Quel che stiamo vedendo e vivendo non è ciò che volevano. Costi quel che costi, da questa esperienza di governo il Movimento ne uscirà annichilito, annullato, dissolto come foschia al sole del mattino. E sarà andato perduto un sentimento popolare di sommossa che tanto bene avrebbe potuto fare al Paese se solo a guidarlo fosse stato finanche un Di Battista qualunque invece che Grillo.

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