Tutta l’eredità dell’Universiade: successi sportivi e polemiche

di Marta Naddei

Migliaia di atleti e sport. Impianti rimessi a nuovo. Grande successo di pubblico. E qualche sassolino dalla scarpa tirato fuori a manifestazione conclusa.

Questo è ciò che ha dato e che ci ha lasciato l’Universiade 2019 di Napoli, che ha coinvolto tutte le province della Campania. Trecentomila presenze tra stadi, palazzetti dello sport e piscine, con il calcio che – tra gli impianti di Salerno, Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Pagani, hanno accolto oltre 43mila spettatori.

Un vero e proprio exploit di pubblico è stato registrato per la pallavolo – basti pensare che la gara più seguita dell’intera olimpiade universitaria è stata la finale per l’oro del torneo di volley maschile, vinta dall’Italia al PalaSele di Eboli, disputata dinanzi a 5850 persone, poche in più rispetto a quelle che hanno assistito, il giorno precedente, all’altra finale, quella femminile, che ha visto le azzurre conquistare l’argento contro la Russia (5323) -, per la pallanuoto e per la ginnastica. In particolare, la piscina Scandone di Napoli è stata l’arena di gara più frequentata in assoluto, con ben 25.709 spettatori; numeri importanti anche per il PalaSele ebolitano, nel quale hanno fatto il loro ingresso circa 24mila persone. Sessantaseimila, equamente distribuite per le due giornate, sono state le presenze alle cerimonie di apertura e di chiusura dell’Universiade 2019, tenutesi allo stadio San Paolo di Napoli.

Se da un lato, però, i dati rincuorano, così come i pareri positivi delle federazioni provenienti da tutto il mondo, dall’altro, la più grande manifestazione dopo le Olimpiadi ha portato con sé qualche strascico polemico, accuratamente – e saggiamente – taciuto nel corso dell’evento sportivo.

«Piaccia o non piaccia, noi abbiamo investito fin dal primo momento sulle Universiadi» – ha detto il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, nel corso della cerimonia di premiazione dei 93 volontari, provenienti dall’ateneo salernitano, che hanno preso parte all’iniziativa. Una secca replica alle accuse mosse dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, nelle settimane precedenti, aveva sostenuto il completo isolamento dell’amministrazione regionale nella gestione e nel finanziamento dell’imponente evento.

«Si chiamano Universiadi, non regionaliadi, comunaliadi o deluchiadi e forse una maggiore partecipazione dell’Università era obbligatoria» – ha detto ancora Tommasetti, facendo riferimento al mancato invito ad alcune cerimonie ufficiali, come, ad esempio, quella del passaggio della fiaccola olimpica nella città di Salerno.

Insomma, l’Universiade ha portato con sé tanto bello sport, molti impianti da preservare ma anche qualche polemica che, con i giusti accorgimenti, si sarebbe potuta evitare.

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