Cannabis sativa senza effetto drogante: sequestro revocato

di Marta Naddei

Stop al sequestro e restituzione delle infiorescenze di canapa sativa, tornate nelle mani del titolare di uno shop tematico del Salernitano.

E’ del tribunale del Riesame di Salerno la decisione di annullare il sequestro della merce ai danni di un esercizio commerciale di canapa light di Battipaglia: a proporre il ricorso contro il provvedimento – eseguito dalla sezione operativa battipagliese della Guardia di finanza di Eboli – è stato il commerciante stesso, assistito da Lucio Orlando, avvocato dell’associazione “Canapa in mostra”.

Un sequestro figlio dell’inasprimento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, in seguito alla pronuncia -dello scorso 30 maggio – delle Sezioni Unite Penali della Cassazione in merito alla commercializzazione della canapa sativa e dei suoi derivati (la cui coltivazione, tra l’altro, è legale in base alla legge 242/2016): in quell’occasione si trattava di un’informazione provvisoria mentre l’11 luglio sono state rese note le motivazioni della sentenza: “integra reato la condotta di cessione, vendita, e in genere di commercializzazione al pubblico dei prodotti derivanti dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano, in concreto privi di efficacia drogante”.

Insomma, se privati di qualsivoglia effetto stupefacente, i prodotti a base di cannabis sativa sono assolutamente commercializzabili. Proprio su questo punto, l’avvocato Orlando ha impiantato la tesi difensiva dell’esercente: il Riesame ha annullato il sequestro perché immotivato, avendo rilevato, nell’attività investigativa della polizia giudiziaria, l’assenza di controlli per stabilire la quantità di Thc presente nei prodotti.

Analisi e dati in possesso, invece, del commerciante che è così ruscito a dimostrare che le infiorescenze erano del tutto prive di effetto stupefacente, essendo al di sotto del limite dello 0,5% di Thc, al di sotto del quale, per la comunità scientifica, non sono presenti caratteri di psicoattività.

Per l’avvocato Lucio Orlando, «questa vittoria rappresenta un viatico importante per il futuro della commercializzazione dalla canapa light in Italia, in quanto conferma che la Cassazione a sezioni unite non ha introdotto un’inversione dell’onere della prova a carico del detentore di sostanze ricavate dalla coltivazione di Canapa sativa e che quindi, prima di disporre sequestri e avviare procedimenti penali, le forze dell’ordine o i pubblici ministeri devono provvedere ad estrarre dei campioni e sottoporli ad accertamento tossicologico, al fine di verificare la percentuale di Thc in essi presente».

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