La battaglia degli spritz

di Alessandro Rizzo

Ieri ho notato, girando sui social network – fossi stato in vacanza l’avrei visto da vicino ma ahimè ero qui – un cartello che campeggia davanti ad alcuni bar e lidi del Salento con il quale si annuncia alla clientela che non si intende somministrare prodotti tipici del Veneto. Addio prosecco, insomma, sulle spiagge della Puglia e di conseguenza addio anche ai cocktail che lo prevedono come ingrediente. La ragione di questa sommossa risiede nella volontà di protestare contro il presidente della Regione Veneto e contro la sua proposta di federalismo fiscale.

È una protesta un po’ elementare: se le tasse sul prodotto veneto devono essere spese in quella regione, allora il prosecco bevetevelo voi. Quel che l’intero meridione non è stato in grado di fare nel 1861, vorremmo farlo oggi boicottando il prosecco.

Mi spaventa questo sentimento di divisione che altro non è che la prova provata che il leone si era soltanto travestito da agnello, che la Lega voleva solo approfittare dei voti del Sud per poi continuare indisturbata a fare la politica scissionista di sempre. Intanto il meridione è sempre più martoriato e depredato di ogni risorsa, sia economica sia culturale. Si conta che i giovani trasferiti al nord negli ultimi 5 anni siano oltre 2 milioni. Così come è certo che quello stesso Nord non sia meno infiltrato di organizzazioni criminali né meno inquinato soprattutto nel sottosuolo di quanto non lo sia il Sud. Ecco, il fatto che il governo alimenti proposte di questo tipo è che all’interno dello stesso governo nessuno dei 5 Stelle si ribelli a proposte così scellerate e assurde mi spaventa molto di più di vedere il ministro dell’Interno travestito da dj.

Certo, l’apparenza conta, ma non tanto a mio avviso da consentire di scomodare la Costituzione nella parte in cui afferma che qualsiasi rappresentante dell’istituzione statale debba assolvere alle proprie funzioni con dignità e con decoro. Non credo, francamente, che Salvini quel momento stesse svolgendo una propria funzione.

Al contrario, data la ricorrenza della strage di Bologna avrebbe dovuto farlo, avrebbe dovuto assolvere alla propria funzione e farlo in giacca e cravatta, andando ad onorare i caduti di quella strage. E bene avrebbe fatto a ricordare a se stesso e all’Italia intera che quella strage accadde per mano dei fascisti. Non serve a molto paragonare le immagini di Salvini tra le cubiste con quella di Aldo Moro in spiaggia in giacca, come non serve pubblicare le fotografie di Andreotti danzante (comunque in abito grigio).

Serve piuttosto ricordare a Salvini che avrebbe cose più importanti da far tutto per sembrare uno qualunque. Certo, un ripasso della teoria di Platone su etica ed estetica non guasterebbe, ma penso che i difetti del suo gestire siano ben altri e ben più gravi.

Rispondi