Finisce l’era gialloverde

di Andrea Pellegrino

L’anno bellissimo di Conte si ferma il 20 agosto del 2019. A partire dalle ore 15 a Palazzo Madama per concludersi in serata al Quirinale lo stesso giorno. Finisce così l’esperienza (la prima) di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e quella del governo gialloverde, nato dall’accordo – dopo mesi di trattative successivamente alle elezioni del 2018 – dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle.

Quattordici mesi alla guida del Paese, molti di quali passati ad esercitare di più il suo ruolo di avvocato rispetto a quello di premier, per raffreddare gli animi quasi sempre accesi tra Salvini e Di Maio. L’ultima arringa di Conte, stavolta a difesa di se stesso, arriva in un mercoledì di agosto. Ed è un duro attacco al Ministro dell’Interno che parte dalla mancata cultura delle istituzioni fino alla critica per l’utilizzo di simboli religiosi durante comizi politici. Uno sfogo, un riscatto per ingoiare meglio un resa indotta da una crisi che nasconde ancora i suoi contenuti più concreti. E che, inoltre, di fatto, ha aperto a scavalco, ferite interne a quasi tutti i partiti. Eccezion fatta, per ora, ma solo per ora, per la Lega che resta compatta intorno a Matteo Salvini.

In preda ad una crisi di nervi è il Partito democratico, ad un bivio e alla vigilia di una possibile, nuova ed ennesima scissione. In pratica qualsiasi cosa accadrà nei prossimi giorni, al Nazareno, quasi sicuramente cambieranno assetti, pesi e programma politico. Ed in questa pazza crisi ferragostana, fatta di passi in avanti, indietro e di lato, del tutto e contrario di tutto, fatta e disfatta solo da Matteo Salvini, la parola fine è stata messa dal premier Conte.

Fatto non scontato che ha evitato la conta dell’aula di una mozione di sfiducia prima presentata e poi ritirata nella lunga giornata di martedì a Palazzo Madama. «Se c’è mancanza di coraggio, mi prendo io la responsabilità davanti al Paese», l’epilogo di una esperienza politica, partita male e finita peggio.  Alle ore 20,30 del 20 agosto la salita al Colle del premier Giuseppe Conte.

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