Il comedian toscano a Salerno con “Tutto molto sbagliato”

di Adriano Rescigno

Il nuovo spettacolo di Andrea Paone, comedian toscano, è un incitamento, uno stimolo, un incoraggiamento. È una festa, una satira irriverente e ricca di black humor. Un viaggio nel suo mondo e del suo punto di vista che gli ha fatto intraprendere una rotta diversa e che ha donato al pubblico italiano un comico da seguire.

Siamo abituati alla comicità ma con Paone si apre all’umorismo anglosassone: quello tagliente, irriverente che il sorriso amaro si trasforma in risata. Ritrovarsi nella vita di qualcuno per riderci insieme: l’artista toscano ha quel qualcosa che da tempo si aspettava, abbiamo qualcuno di cui sparlare. La Toscana ci ha abituati bene quando si tratta di arte, mancava l’irriverenza: tutto quello che ci teniamo dentro, ascoltarlo fa bene come una visita da uno bravo anzi da un team di bravi specialisti.

Quest’anno il giovane comedian toscano, con il suo primo one man show, ha fatto registrare molti sold out, tra cui Firenze, Livorno, Roma e Salerno. Uno dei comici più irriverenti e interessanti della nuova generazione comica italiana, con un carisma e uno stile unico e una propria tranquillità sul palco degna di chi pare nato per fare questo lavoro.

Lo ritroveremo in autunno con “Vi aspetto fuori!” e, sì, è una minaccia da ridere. Benevola dice Paone, da vedere per crederci.

Andrea, un toscano a Salerno… come ti sei trovato?

«Benissimo. Salerno è meravigliosa e le persone altrettanto. Salerno mi ha ricordato la mia Livorno. Una città in cui il mare è il protagonista indiscusso. Le città di mare e al tempo stesso le persone che vi abitano, hanno un qualcosa in più, qualcosa che non si può spiegare ma solo captare passivamente. Chi vive in queste città ha una marcia in più, proprio perché c’è uno scambio culturale maggiore, c’è più voglia di conoscenza, si respira umanità».

Il pubblico come era?

«Mi ha commosso, a dirti la verità. Si è creata sintonia fin da subito, non vedo l’ora di tornare. Il calore che mi hanno dato è stato strepitoso».

Quest’anno hai portato in scena “Tutto molto sbagliato”, tornerai con “Vi aspetto fuori!”: sembra una minaccia… Di cosa parlerai?

«Non è una minaccia… ma un augurio a salutarci subito dopo lo show. Il nuovo spettacolo, a differenza del primo, parlerà più specificatamente di alcune delle mie paure. Sarà un’altalena di emozioni e sentimenti contrastanti. Una parte di merito è anche di Gaspare Bitetto, con cui ho scritto il nuovo show».

Ultima domanda, cosa ti emoziona di più? «Non c’è una cosa in particolare, però posso dirti la più recente. Dopo una performance, un ragazzo venne a dirmi che il mio spettacolo, oltre che a farlo morire dal ridere, l’aveva fatto emozionare: ho dovuto abbracciarlo. Ecco, direi che per me l’emozione più grande è vedere gli altri emozionarsi grazie a me».

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