Scarichi e depurazione ko: salernitano con il mare avvelenato

di Marta Naddei

Numerose, giorno dopo giorno, sono state le segnalazioni dei bagnanti sulle condizioni del mare salernitano che, spesso e volentieri, hanno costretto le persone a restare letteralmente “a secco”.

Eppure, nel corso di questi mesi, i dati Arpac hanno fatto sì che il divieto di balneazione fosse revocato quasi ovunque (ad eccezione delle zone portuali), con la recente reintroduzione dello stesso per la zona a est della foce del fiume Irno. Per l’Arpac, infatti, la schiuma e le mucillagini presenti non sono da attribuire a fattori inquinanti, bensì alle alte temperature e alle correnti.

Che, però, le acque assumano coloriti poco rassicuranti e che vi galleggino sostanze non meglio specificate è un dato di fatto, testimoniato da numerose fotografie scattate dagli stessi cittadini. La situazione, però, lungo tutta la costa salernitana non è delle migliori come è emerso dagli studi di Goletta Verde di Legambiente (con prelievi effettuati tra il 14 e il 18 luglio scorsi).

Su tredici punti monitorati, infatti, dieci sono risultati “fortemente inquinati” (ovvero con Enterococchi intestinali > 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml): ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; a Salerno, in località lungomare Clemente Tafuri, alla foce del fiume Irno, e nel punto tra Salerno e Pontecagnano Faiano, in località Torre Picentina, alla foce del fiume Picentino; a Pontecagnano Faiano, in località via mare Jonio/lungomare Magazzeno, alla foce del Torrente Asa; nel punto tra Pontecagnano e Battipaglia, alla foce del Tusciano; a Eboli, in località Ma rina di Eboli, alla foce del canale di scarico; a Capaccio, in località Laura, alla foce del rio presso via Poseidonia; nel punto monitorato in località Torre di Paestum Licinella, alla foce capo di fiume e in quello tra Capaccio e Agropoli, alla foce del fiume Solofrone; a Centola-Caprioli, alla foce rio presso la spiaggia.

“Entro i limiti” i risultati dei punti campionati a Castellabate, Montecorice, in località Ogliastro-Baia Arena, sulla spiaggia di fronte alla foce del rio Arena; a Vibonati, in località Villamare, sulla spiaggia di fronte al Rio Caca Fave; e nell’altro punto campionato a Salerno, sulla spiaggia presso via Mantegna.

Insomma, non proprio dati tranquillizzanti per una provincia con una forte vocazione turistica e che potrebbe e dovrebbe fare ella risorsa mare il suo fiore all’occhiello. Un problema che, a onor del vero, riguarda tutta la Campania, dove si fanno i conti con i problemi legati alla le piaghe degli sversamenti illegali e dell’inquinamento in generale.

Una «vera e propria emergenza» l’ha definita la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato che ha sottolineato la «pessima qualità delle acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione».

Insomma, quello salernitano, al netto delle bandiere blu, è un mare avvelenato. Da noi.

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