L’oro di Salerno e una promessa: «Chiuderò qui la mia carriera »

di Matteo Maiorano

Principe dell’Arechi per un giorno: è la storia di Vincenzo Dolce, salito sul gradino più alto del podio con il Settebello azzurro. Il campione del mondo di pallanuoto è stato accolto sabato scorso all’Arechi dai suoi tifosi, che in occasione del debutto stagionale contro il Pescara hanno riabbracciato il talentuoso pallanuotista cresciuto nelle file della Rari Nantes. Tanta commozione, foto ed abbracci, prima di accomodarsi in tribuna autorità per assistere da vicino alla partita del Cavalluccio.

“Vale quanto un altro oro” – ha dichiarato Vincenzo Dolce, oggi in forze presso la Pallanuoto Sport Management – “L’Arechi fa venire la pelle d’oca, è stata una delle esperienze più forti della mia vita. Essere applauditi, ricevuti da eroi dalla propria gente, è un sogno”.

I granata, forti di una prova altamente convincente, hanno fatto un altro regalo a Dolce, schiantando all’esordio l’undici di Zauri: “La squadra ha giocato divinamente, erano anni che non vedevo il portiere affidarsi ai difensori per la costruzione della manovra. Ventura è un allenatore di categoria superiore. In mezzo al campo, nonostante l’approdo di Cerci, credo manchi però un po’ di qualità per il definitivo salto in avanti”.

A settembre un importante evento in agenda: “Sarò ricevuto dal primo cittadino di Montecorvino Pugliano a Palazzo di Città per la cittadinanza onoraria del comune picentino. All’età di cinque anni ho fatto le mie prime bracciate all’interno della piscina comunale. Questo è per me grande motivo d’orgoglio”.

In attesa della stesura dei calendari, Dolce prenota il viaggio di ritorno a Salerno: “Non vedo l’ora di sfidare i giallorossi in vasca. Siamo tutti grandi amici, spero che alla fine vinca il migliore. Il ritorno della Rari nel massimo campionato è un evento straordinariamente importante per lo sviluppo di questo sport sul nostro territorio”.

Infine una promessa: “Voglio chiudere la mia carriera alla Simone Vitale. Per tutto quello che per me rappresenta e ha dato credo sia il minimo”.

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