La piazza, Salvini e i giochi di potere

di Andrea Pellegrino

La piazza gioca brutti scherzi, soprattutto a politici forti nelle campagne elettorali e poco istituzionali. La piazza ha messo in fallo Matteo Salvini che in meno di un mese ha fatto cambiare la geografia politica di questo Paese ma anche dell’Unione Europea. Il nostro ordinamento parlamentare è ben diverso dalla piazza e quindi dallo stesso voto. Succede dai tempi della prima Repubblica e ne è la dimostrazione la nascita di MaZinga che ha regalato, inoltre, uno scenario inedito.

Per la prima volta un presidente del Consiglio viene riconfermato con partner diversi. BisConte in poche settimane è riuscito a sostituire la Lega con il Partito democratico entrando di diritto nei libri di storia come primo caso. Regole saltate, comunicazione cambiata ma tutto agganciato alla nostra Costituzione, alla nostra legge elettorale, al nostro regolamento parlamentare che ha consentito la formazione di una corazzata eterogenea nata non tanto sul programma quanto contro qualcuno.

D’altronde il fenomeno sovranista, al di là dei consensi accumulati più per rabbia che per ideologia, alla prova dei fatti spaventa la nazione. Così come spaventa i mercati e l’Unione Europea, entrambi ben lieti di accogliere il democristiano Gentiloni in commissione europea e quindi il nuovo governo giallorosso.

La vita dell’esecutivo è ben saldata a scadenze precise: quelle elettorali che riguardano le regionali, quella delle nomine dei superdirigenti che avverranno nella prossima primavera, quella dell’elezione del Capo dello Stato.

MaZinga, alla fine, non ha schierato pezzi da 90, soprattutto in casa Pd. Una sorta di squadra primavera in attesa di comprendere il definitivo percorso di governo e politico. Le variabili della partita dipenderanno quasi completamente dai due Matteo: Salvini che dovrà dimostrare di tenere ancora dalla sua il consenso e Renzi che ancora non ha deciso cosa farà da grande.

E visti i tempi che corrono non si esclude che dopo l’euforia dovuta al mancato blitz elettorale, sotto i colpi della politica non cada proprio Giuseppe Conte. Ma per ora al Pd sta bene così. Poi si vedrà. 

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