Rifiuti, «in Campania necessari impianti di recupero energetico»

di Giovanna Naddeo

Completare il quadro impiantistico campano attraverso la realizzazione di nuovi termovalorizzatori per la trasformazione dei rifiuti in energia elettrica. Lo sottolinea il professor Giovanni De Feo, tra i più noti ed apprezzati divulgatori ed educatori ambientali. Docente di ecologia industriale presso il corso di laurea magistrale in Ingegneria Chimica e Ingegneria Gestionale presso l’Università degli Studi di Salerno, De Feo è amatissimo anche dai più giovani, ai quali si rivolge attraverso il progetto di educazione ambientale da lui ideato e promosso, “Greenopoli”.

Lo scorso anno, De Feo è stato insignito del premio “Luisa Milazzi” in qualità di “Ambientalista dell’anno”.

E’ scattato lo stop al termovalorizzatore di Acerra e, con esso, il piano regionale per fronteggiare il fabbisogno complessivo di oltre 80mila tonnellate di rifiuti che per un mese l’impianto non potrà trattare. Qual è la sua opinione in merito?

«Sin dal momento della sua accensione eravamo a conoscenza del fatto che, trascorse 80mila ore di attività (circa 10 anni), si sarebbe dovuti procedere alla manutenzione generale dell’impianto. Quello che erroneamente viene chiamato “inceneritore” in realtà è un impianto di recupero energetico, così come previsto dalla normativa nazionale ed europea. La Strategia europea per la gestione dei rifiuti è chiara: ciò che non può essere riciclato, può esser trasformato in energia (la funzionalità di Acerra). Ciò che avanza, va in discarica. A tal proposito va sottolineato come la Campania sia l’unica regione d’Italia priva di discariche per rifiuti speciali. Se non ci sono gli impianti, come sono smaltiti allora questi rifiuti? Ci sono due filiere: quella legale (l’imprenditore che smaltisce fuori regione o addirittura fuori Nazione) e quella illegale (i roghi abusivi denunciati dai video di don Maurizio Patriciello). Occorre completare il quadro impiantistico con nuovi impianti per l’organico e il recupero energetico, in Campania così come in altre regioni d’Italia. Un esempio? I rifiuti di Roma vanno all’estero, trasportati da tir che emettono tonnellate di anidride carbonica. Spreco doppio per gli italiani, tanto di denaro pubblico, quanto di energia, dal momento che forniamo a questi paesi il materiale dal quale, appunto, ricavare energia. Tornando al piano regionale, credo che non ci saranno problemi. Dopo lo stop sarà inviato l’indifferenziato accumulato, per non dimenticare l’eredità di oltre 5 milioni di tonnellate risalente all’emergenza 2001-2009, ancora giacenti nei siti di stoccaggio privati».

Dal Cilento alla costiera amalfitana, sempre più Comuni si proclamano “plastic free”. Come si stanno muovendo?

«Chiariamo un punto fondamentale: la direttiva europea in questione prevede la non produzione di oggetti monouso, esclusi bottigliette e bicchieri, ma non bandisce la plastica in toto, e nemmeno tutta la plastica monouso: pensiamo ai cospicui utilizzi nella sanità, tra siringhe e flaconi per il sangue. Il problema sorge quando abbandoniamo la plastica a mare o in montagna. Proclamarsi “plastic free” per stare bene con se stessi non serve, né tanto meno alimentare l’ecomarketing. Bisogna promuovere un comportamento attivo, a partire dalle piccole cose quotidiane come l’utilizzo delle borracce».

A tal proposito, l’Università di Salerno si prepara a vivere il nuovo anno accademico in maniera più green…

«Esattamente. Tra qualche giorno saranno posizionati i nuovi contenitori per la raccolta differenziata. Non solo; è in corso uno studio circa la miglior localizzazione delle aree dove poter fare rifornimento di acqua fresca e microfiltrata per le proprie borracce. Diverse le iniziative in programma per sensibilizzare studenti, corpo docenti e personale, amministrativo, insomma “la comunità del campus”, riprendendo le parole del neorettore, Vincenzo Loia».

Professore, la sua campagna di sensibilizzazione “Greenopoli” continua a coinvolgere studenti e docenti delle scuole primarie e secondarie. Cosa le riserverà questo nuovo anno scolastico?

«Greenopoli proseguirà il suo viaggio nelle scuole della Campania e fuori Regione. A ottobre, ad esempio, ritornerò a Casale Monferrato, in Piemonte. Sono in contatto con l’assessore all’istruzione del comune di Salerno, Eva Avossa, per la nuova edizione di “Io, cittadino modello!”».

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