L’eredità

di Vincenzo Benvenuto

L’altra sera, nell’ostinato tentativo di prolungare l’estate già con un piede nel prossimo calendario, ci siamo fatti una birra. All’ennesimo «non posso» di Antonio che pur potrebbe, e come se potrebbe, ognuno di noi ha dato voce allo stesso pensiero: «Tu, figlio di re Mida, non puoi farti quel viaggio, non puoi comprarti l’auto dei sogni?». Lo confesso, ci sembravano così assurdi i sospiri d’impotenza di Antonio, che per un attimo, un attimo solo, abbiamo giustificato il «Chi chiagne fotte a chi rir» stampatosi sulle labbra caustiche di Rosario.

Ma eccola, la verità di Antonio: «Il vecchio non ne vuole sapere. Un giorno, quando tirerà le cuoia, tutto il suo patrimonio sarà mio. Ma fino a quel momento…nisba». «Uccidilo!» risolve la questione Rosario con una serietà che, se non conoscessimo il suo proverbiale umorismo nero, ci allarmerebbe senza dubbio. Minuto di silenzio. «E che cazzo!». «Questa è cattiveria pura. «Egoista, il boss, che non capisce come i soldi ti servano prima che ti si ingrossi la prostata». «No, però…tutti i torti…» I boccali di birra riflettono il gelido dello sguardo dei miei amici. «Cioè, quello che voglio dire,» Rosario mi guarda e mi consiglia di non dirlo «è che il vecchio, non è che sbagli proprio, eh?!»

“Ecco, l’ha detto” si legge sul volto contrariato di Rosario. «Ricordate il “Re Lear” di Shakespeare? Quello voleva dividere tutto il patrimonio tra le sue tre figlie a condizione che ognuna di essa gli dichiarasse il suo amore. E allora, la prima, “io vi amo più di quanto la parola possa esprimere”, e via buona parte dei possedimenti. La seconda, “io mi sento felice solo nell’amore di Vostra Altezza”, e subito si volatilizza una cospicua rendita del padre. La terza invece, Cordelia, fa notare a Re Lear che lei non può aggiungere niente alle parole alate espresse dalle sorelle. Per tutta risposta il re, sentendosi tradito da quella figlia: “Che la sincerità sia la tua dote!” le dice furente e la scaccia via senza il becco di un quattrino. Alla fine, le due figlie chiacchierone lo abbandonano, tanto, ormai, il patrimonio l’hanno già sgraffignato. Cordelia, dal canto suo, che non aveva ricevuto niente, è l’unica a volergli bene. La morale della favola, caro Antonio, è che se Re Lear non avesse “spartuto” prima, sicuramente si sarebbe trovato vicino anche le altre due figlie, costrette a prendersi cura del padre per non perdere l’eredità».

Mi risiedo. Solo adesso mi accorgo che al mio tavolo, oltre a Rosario che guarda l’ultimo refolo di birra come si guarderebbe una forma di vita aliena, ci sono solo cinque sedie vuote.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.