Ambiente, partiamo dal nostro piccolo

di Andrea Pellegrino

Passata la giornata sull’ambiente, passate le celebrazioni, il problema naturalmente resta. Partire dal nostro piccolo potrebbe essere un primo passo in avanti, al di là delle innumerevoli ordinanze “plastic free” emesse da tanti comuni della nostra provincia.

Nel nostro piccolo (ma non tanto piccolo, poi), si potrebbe affrontare, ad esempio, il problema delle fonderie Pisano. D’altronde, un dato è certo: da dove sono devono andar via. Fortunatamente l’ultima proposta avanzata proprio dalla proprietà Pisano di svincolarli dalla delocalizzazione ha ricevuto lo stop dall’amministrazione comunale di Salerno. Di trasferimento ancora non se ne parla. Colpa, naturalmente, dei territori che hanno posto vincoli alla realizzazione del nuovo stabilimento industriale. La questione è sicuramente mal posta: una nuova industria, a basso impatto ambientale, realizzata con le ultime tecnologie, realizzata in una delle immense distese Asi della nostra provincia, fuori dai centri abitati, risolverebbe innumerevoli problemi. Il primo: Fratte di Salerno e tutti i comuni vicini ritornerebbero a respirare. Lì la densità di popolazione è abbastanza alta; secondo: si salvaguarderebbero i posti di lavoro, che in questo periodo non è poca cosa; tre: la produzione della Pisano – che non è di secondo ordine – continuerebbe indisturbata, anzi con un impatto ambientale ridotto e lontana dalle popolazioni. 

Problema rifiuti: anche in questo caso, occorre una precisazione. Che sia un termovalorizzatore, o un sito di compostaggio, il ciclo dei rifiuti va completato obbligatoriamente attraverso la realizzazione di impianti. Va da sé che un impianto di compostaggio o un termovalorizzatore, realizzati con ultime tecniche, creano meno problemi rispetto ai roghi di rifiuti (anche speciali e pericolosi) a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e sicuramente non per autocombustione.

Molti partiti del no a prescindere, che hanno cavalcato la protesta per raccogliere consenso, hanno avuto la responsabilità di creare paradigmi con un solo unico comune denominatore, senza però sviscerare nel concreto le singole criticità ed opportunità. Oggi il bivio si avvicina e con esso scelte da compiere.  

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