Moda inclusiva per amarsi e battere i pregiudizi

di Erika Noschese

Italian inclusive fashion by Benedetta De Luca: è il marchio di moda lanciato dalla giovane influencer e aspirante avvocatessa salernitana. Benedetta, è affetta fin dalla nascita da una rara malattia, l’agenesia del sacro che la costringe a vivere con le sue inseparabili stampelle. Ma Benedetta ha un sogno: oltre a diventare avvocato per i diritti dei disabili, vuole farsi spazio nel mondo della moda per dare a tutte le donne, la possibilità di sentirsi belle e femminili, nonostante una disabilità. Così, nasce il suo marchio di moda, già destinato ad avere successo.

Benedetta, come nasce il tuo marchio di moda inclusivo?

«Nasce dall’esigenza di poter abbinare al mondo della disabilità l’eleganza e la praticità al tempo stesso. Piccoli dettagli che rendono un abito da sera comodo da indossare per chi ha una disabilità».

Inclusione: credi che, in questi termini, l’Italia abbia ancora tanto da imparare?

«Qualcosa sta cambiando anche in Italia ma si può e si deve sempre migliorare. Purtroppo, sulla mia pelle, vivo costantemente ancora troppe barriere architettoniche e sociali. Se solo ci fosse più senso civico qualcosa inizierebbe a cambiare. Un esempio? Non parcheggiate in un posto disabili, neanche per i vostri famosi “soli 5 minuti”».

Numerose sono le iniziative alle quali stai prendendo parte. Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Per ora mi sto concentrando molto sullo studio (a dicembre ho l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato e vari concorsi pubblici), poi vorrei continuare a crescere attraverso i social, soprattutto sul mio profilo Instagram per poter far vedere il mondo della disabilità con occhi diversi. Infine voglio lanciare il mio brand di moda inclusiva. Anzi, se posso permettermi di far un appello: chiunque voglia darmi una mano sono qui».

Sei spesso in giro per l’Italia, quanto può essere difficile viaggiare soli?

«La disabilità in sé non è un limite, lo diventa quando un ambiente non è pronto ad accoglierla. Fino a quando esisteranno le barriere architettoniche, non verrà garantita una pari dignità sociale e anche il poter viaggiare da soli diventa un ostacolo. Fortunatamente stazioni ed aeroporti mettono a disposizione un’assistenza adeguata ma al primo ostacolo di una rampa di scale o di un marciapiede privo di passerella il sogno di poter viaggiare in completa autonomia svanisce».

Tra i messaggi che lanci più spesso alle donne c’è quello di amarsi sempre, di fare dei difetti un pregio. Quanto è importante sapersi accettare?

«Dotarsi di autostima e riuscire ad accettare davanti allo specchio valorizzando sia pregi che difetti sia fondamentale! Spesso donne disabili sono vittime di una doppia discriminazione, ma se noi in primis non riusciamo ad accettare una limitazione oggettiva come quella della disabilità, come pretendiamo che lo facciano gli altri?».

Sei riuscita ad accettarti così come sei?

«Dopo tanti sacrifici e tanti anni sono riuscita a trovare un equilibrio forte dentro di me! (un po’ meno sulle mie gambe)».

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