Salerno, città a ostacoli per chi ha una disabilità: «Sia a misura di tutti»

di Erika Noschese

Barriere architettoniche, mezzi di trasporto inaccessibili ai disabili e ancora tanto da fare in termini di inclusione. A denunciarlo la consigliera per le pari opportunità e membro dell’assemblea nazionale del Pd Anna Petrone secondo cui, la città capoluogo ha ancora tanto da fare per essere accessibile ai disabili.

Barriere architettoniche, Salerno ha ancora tanti passi avanti da fare…

«C’è ancora tanto da fare. Le barriere architettoniche, oggi, sono ancora un ostacolo per molte persone con disabilità. Quando parliamo di persone con disabilità non dobbiamo pensare solo a quelle in carrozzina ma anche a chi ha ridotte capacità di movimento, ai non udenti e non vedenti, perché molte volte non sono considerati adeguatamente. Bisogna partire dagli edifici pubblici che hanno il dovere di rispettare la legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche».

A Salerno tanti sono i luoghi storici considerati inaccessibili ai disabili…

«Certo, basti pensare alla pavimentazione di via dei Mercanti, del corso Vittorio Emanuele; hanno annunciato un finanziamento per l’ammodernamento del corso e io mi auguro che venga pensata una pavimentazione che non crei disagi alle persone con disabilità, accessibile e fruibile a tutti. Molte volte dicono che ci sono i vincoli ma questo non è vero perché basti pensare che a Roma dove il sanpietrino vede accanto una corsia con una pavimentazione adeguata nel rispetto dei vincoli della Soprintendenza».

Da sempre lei si occupa di pari opportunità. Cosa dovrebbe fare la politica e cosa ha fatto fino ad ora?

«La politica dovrebbe ragionare in un’ottica inclusiva, mettendo la persona al centro di ogni azione e pensare che ogni bene comune sia condivisibile e usufruibile da tutti, dalle persone con disabilità ai bambini fino alle persone anziane. Penso anche all’adeguamento dei trasporti. La politica deve mettere al centro la persona a 360 gradi».

Lei parlava di trasporti pubblici: a Salerno sono un limite per le persone con disabilità?

«Sicuramente. Noi dobbiamo pensare che molte volte tanti disabili non prendono i mezzi pubblici perché hanno avuto esperienze negative e dinanzi ad una difficoltà preferiscono evitare».

L’associazione Luca Coscioni ha lanciato un’app per smartphone “No barriere”. In provincia di Salerno però ha aderito, per ora, solo Sala Consilina. Quanto è importante, secondo lei, un rapporto diretto con le istituzioni?

«Aderire a un progetto che segnali la presenza di barriere architettoniche significa anche un’autodenuncia: la città ha ancora passi avanti da fare».

Il Comune di Salerno da dove dovrebbe partire?

«Prima di tutto dovrebbe avere una maggiore attenzione quando si rilasciano i permessi per attività commerciali, quali ristoranti e pub, andando a verificare che tutti gli spazi siano fruibili e accessibili. E poi la pavimentazione del centro storico e del corso Vittorio Emanuele che, per chi vive una difficoltà motoria, è una grande barriera».

Barriere architettoniche ma anche sociali…

«Oggi parliamo di piena inclusione, però, purtroppo, ancora tante persone con disabilità vengono discriminate. Si pensi alla mancanza di posti di lavoro per le persone disabili. Si è fatto tanto, è vero, ma c’è ancora tanto da fare e si può fare solo se c’è una piena sintonia con la politica. Bisogna dare voce alle persone con disabilità perché nessuno più di loro può sapere cosa è adeguato e cosa no. Anche l’assistenza è un grande limite: chi non ha la possibilità di avere un’assistenza personale viene tagliata fuori da una serie di attività perché non ha l’opportunità di poterlo fare».

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