De Luca, piange il telefono: «Con lui? Neanche per sogno»

di Marta Naddei

“Ciao, sono io”.

“Buonasera, dottore”.

“Ah, sì. Mi dica”.

“Non resistevo più, pensavo a te”.

La più celebre telefonata della canzone italiana tra Claudia Mori e Franco Morgan rivive in quel del Consiglio regionale. A un capo del telefono, nel 2019, c’è il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca; dall’altro, il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Tommaso Malerba.

Una chiamata, quella partita dal numero uno di Palazzo Santa Lucia, volta a sondare il terreno in vista delle prossime elezioni regionali del 2020: un tentativo di sotterrare quella che, negli ultimi 5 anni, è stata un’affilatissima ascia di guerra tra l’ex sindaco di Salerno e l’intero gruppo del Movimento Cinque Stelle campano e cercare di ripercorrere il sentiero che dem e pentastellati hanno intrapreso a livello nazionale, con la nascita del governo giallorosso, e anche in Umbria, dove, in vista dell’imminente competizione elettorale le due forze politiche hanno stretto un patto civico. Patto civico che, da più parti, è stato ipotizzato anche per la Campania, i cui cittadini saranno chiamati alle urne nel 2020.

Lo scenario, qui, è ben diverso e il messaggio che arriva dal Movimento è ben preciso: il dialogo con il Pd in Campania non potrà mai esserci fino a quando l’uomo di punta dei dem sarà Vincenzo De Luca. Quello di De Luca, però, è stato un vero e proprio buco nell’acqua che, nei giorni a seguire, ha portato con sé una serie di reazioni da parte del mondo grillino.

Tanto il capo politico e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, quanto il presidente della Camera, Roberto Fico, hanno sbattuto cornetta e porta in faccia a Vincenzo De Luca: «Qui ci dicono ‘ma allora fate un’alleanza con De Luca?’ Ma neanche per sogno» – ha tuonato l’ex vicepremier dal palco di Italia a 5 stelle, svoltosi a Napoli proprio nei giorni scorsi. Parole alle quali hanno fatto eco quelle di Valeria Ciarambino, candidata alla presidenza della Regione nel 2015, e “bersaglio” – sia a livello politico che a livello personale – preferito del presidente De Luca nel corso dell’ultimo lustro napoletano: «Non può esserci alcuna interlocuzione con il Pd fino a quando il Pd sarà De Luca». Per Roberto Fico, ancora, quella di un accordo con il Partito democratico a trazione deluchiana «è un’ipotesi che non esiste assolutamente».

Il cammino di Vincenzo De Luca verso la riconferma pare, dunque, decisamente più difficoltoso rispetto alle previsioni e a quanto, sicuramente, lo stesso governatore uscente pensasse. La stessa telefonata al consigliere Malerba (il quale ha provveduto subito a informare il suo gruppo) ha rappresentato una spia insolita, soprattutto per coloro che hanno familiarità con il modus operandi di Vincenzo De Luca.

Da molti, infatti, è stato visto come un chiaro segnale di debolezza con l’ex primo cittadino di Salerno “costretto” a tentare la via del dialogo con i suoi acerrimi nemici pur di cercare un porto sicuro nel quale far attraccare la nave della candidatura. Quel che è certo è che De Luca ha in serbo degli assi nella manica: uno potrebbe essere l’avvicinamento a Renzi e a Italia Viva, l’altro lo schieramento del pattuglione di civiche – a partire dalla “sua” Campania libera – a supporto della sua nuova discesa in campo senza simboli di partito.

La sua campagna elettorale è iniziata già da qualche mese, con netto anticipo sui futuri e, al momento, ancora ignoti avversari ma, questo è quasi certo, il cammino sarà più tortuoso del previsto.

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