Piogge e disagi, un film già visto

di Pippo Della Corte

Pioggia fa rima con disagio, binomio che trasforma il vivere quotidiano di migliaia di cittadini in un percorso ad ostacoli: strade che si allagano oltre ogni ragionevole misura, fiumi che straripano, colline che franano. Senza dimenticare stazioni ferroviarie inondate come fossero zattere nel mare. Il primo drammatico assaggio già c’è stato, sebbene il clima sia tornato mite.

Ogni anno il film si ripete riproponendo sempre le stesse scene ormai conosciute a memoria sia dai cittadini che dagli amministratori pubblici: il traffico in tilt e le ordinanze sindacali per la chiusura delle scuole sono gli aspetti più comuni a cui tanti si sono abituati. Le lunghe giornate estive potenzialmente utili per la cura del territorio e la manutenzione di fognature e caditoie trascorrono lente e soporifere tra improbabili sagre e colorate feste patronali in attesa che gli eventi atmosferici facciano poi gridare all’emergenza con conseguenze non sempre prevedibili, talvolta nefaste. Fatto ben noto ai vigili del fuoco e ai volontari della protezione civile, pronti ad intervenire per far fronte agli esiti delle violentei piogge monsoniche.

E’ pur vero che il confine tra le stagioni è sempre più labile, quasi inesistente. Si passa dall’estate calda e soleggiata all’autunno-inverno in pochi giorni. Costumi e parei lasciano spazio, in men che non si dica, a giubbotti e ombrelli quasi a voler sottolineare come sia radicale il cambiamento tra i diversi periodi dell’anno. Gli acquazzoni si presentano minacciosi evidenziando la difficoltà di adeguarsi al repentino mutamento portatore di una trasformazione che può assumere il volto triste di una tragedia. Gialle foglie cadenti e caldarroste stanno lasciando spazio, nell’immaginario collettivo, ai violenti temporali portatori di crescenti difficoltà: l’acqua non risparmia nulla, trascina ogni cosa, invade e devasta.

Le immagini che vengono immortalate al verificarsi di torrenziali precipitazioni affollano i social media e narrano di incuria e abbandono: disastri annunciati e quasi attesi con colpevole pigrizia. Alluvioni, apprensione e rabbia prendono il sopravvento lasciando poco spazio alla poetica narrazione di tanti illustri scrittori che dell’autunno hanno raccontato la malinconia e la riflessione, il garbo e la lentezza. Non a caso, poi, i siti internet più seguiti sono proprio quelli riguardanti il meteo.

Gli spostamenti giornalieri, ma anche le gite fuori porta, i weekend vengono programmati con attenzione maniacale: un occhio al cielo ed un altro allo smartphone nel tentativo di meglio abbigliarsi per evitare di incappare in improvvisi, copiosi rovesci. La pioggia è il nemico numero uno, annunciatrice di sciagure e lutti ma soprattutto di interminabili disagi per chi vive in realtà trascurate e poco pronte a convivere con acqua, fango e detriti. Pippo Della Corte

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