Salernitana femminile, Di Bello e la fame di successi

di Matteo Maiorano

Esordio casalingo amaro per le granatine. Contro la compagine lucana arriva la seconda sconfitta in campionato, la prima tra le mura amiche. La formazione salernitana capitola nella sfida interna del PalaSport di Pontecagnano contro la Venus Lauria, abile a sfruttare i momenti di equilibrio della gara e a far propria l’intera posta in palio.

Cinque a tre il finale per le ospiti, che concretizzano le poche occasioni concesse dalle granatine. Ciò che colpisce maggiormente non è però il risultato, ma il modo in cui la rosa di mister Antonio Pannullo sia calata nella ripresa, dando campo e spazio (con un pizzico di fortuna) alla compagine biancorossa.

Il neocapitano granata Raffaella Di Bello analizza con la consueta lucidità la partita, dividendo l’impegno in due momenti differenti. Perché il futsal, come spiega il capitano «è una partita diversa in ogni momento di gioco». Contro la compagine lucana è arrivata la seconda sconfitta stagionale.

Qual è la ricetta per voltare subito pagina?

«Esiste oggi un solo modo per affrontare il day after di una sconfitta. L’allenamento è l’unica medicina in grado di guarire certe sconfitte: ripartiamo dal duro lavoro del campo». All’intervallo la Salernitana era avanti 2-1. Cosa è accaduto nella ripresa? «Ogni momento di gara è una partita a sé: è il segreto del futsal. Ritengo che abbiamo semplicemente pagato un pizzico di sfortuna».

Quello corrente è un campionato particolare per te, ora che sei il neocapitano del team granata. Avverti il peso della fascia?

«Assolutamente no. Tengo fede a tale riconoscimento con fierezza e orgoglio. Sono estremamente felice di essere il capitano di un gruppo davvero molto speciale».

E’ giusto parlare di falsa partenza? Gli obiettivi, al netto delle sole due gare disputate, restano immutati?

«Parlare di sconfitte è un po’ fuori luogo, nonostante i risultati. Ha preso il via un progetto che parte da zero che con il trascorrere delle settimane, dopo un buon rodaggio iniziale, darà i suoi frutti. Le cose buone arriveranno con sacrificio e allenamento».

Come state preparando la difficile trasferta di Molfetta?

«Il nostro compito, comunque vada la partita, resta quello di seguire i dettami tattici di mister Pannullo. La prepariamo come facciamo per tutte le altre partite in programma».

In che modo la Salernitana Femminile può aiutare a ridurre la forbice che separa ancora alcune discipline femminili da quelle maschili?

«La nostra squadra, da sola, nel concreto può fare ben poco. L’argomento tocca tutto un movimento che insieme, con un collettivo forte, può far sentire le proprie ragioni. Lo sport, praticato da donne o uomini, resta pur sempre sport. Magari alcune discipline hanno una categorizzazione netta per motivi fisici evidenti che annullerebbero la competizione, mentre la ginnastica artistica va a lavorare su caratteristiche differenti nei generi maschili e femminili. Nell’equitazione invece il discorso è praticamente azzerato, poiché non vi sono differenze».

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