Altro che abbrivo!

di Alessandro Rizzo

In Umbria ha vinto la lega. Ovviamente l’unica parte simpatica della notizia è lo spunto offerto a quelli di “Lercio” (L volutamente maiuscola) che subito hanno titolato “gli umbri si giustificano: abbiamo sempre votato per i filosovietici”.

Scherzi a parte, l’Umbria è la Regione d’Italia più piccola per numero di Comuni tra quelle a statuto ordinario. È addirittura per numero di abitanti più piccola del Molise, della cui esistenza simpaticamente ancora si dubita (al di là dell’ironia, la Regione Molise è di una bellezza incredibile). Però evidentemente l’Umbria è -o meglio era- un simbolo della sinistra e che sia finita alla lega è sconcertante. È evidente segnale di un disagio diffuso della nostra popolazione. L’Umbria è centrale, ma ha poco a che vedere con la Padania. Ma come è possibile che un popolo che sa di essere stato depredato di 49 milioni di euro, appoggi politicamente il proprio carnefice tradendo anni, se non secoli, di tradizione politica opposta?

Evidentemente lo scenario che si continua a proporre all’elettorato, da ogni parte, deve essere proprio sconfortante sicché in questo momento storico la lega rappresenta l’unica forza politica che, nel bene o nel male, è almeno solida nei propri principi, per assurdi che siano. E questo forse piace all’italiano medio.

Italiano che evidentemente non vive i social network perché stiamo assistendo ad un fenomeno molto simile a quello che ha accompagnato un ventennio di berlusconismo: sui social tutti criticavano Berlusconi e non si capiva chi lo votasse. Ma lui vinceva con percentuali rassicuranti.

Ho cercato di dare una spiegazione all’avanzare della lega e, per farlo, ho analizzato i fenomeni che si stanno verificando tra tutte le forze politiche nazionali.

La sinistra è scomparsa. Nessuno che fosse e che sia di sinistra si riconosce nei principali partiti del momento. Il Pd ha dato una pessima prova di sé, peggiore -se possibile- di quella che ha dato con Renzi al comando. Anzi, il Pd se l’è fatta fare sotto il naso proprio da Renzi, dal quale ha subito una scissione che se ne è portata via una gran fetta, tenendosi addirittura qualche ministro ottenendo così di nuovo un governo sotto scacco. Una nuova alimentazione artificiale e un nuovo re che può decidere, con una minoranza, quando staccare la spina. Anzi, neppure un nuovo re, un vecchio re, sempre Renzi.

Dall’altra parte un centrodestra sempre più evanescente. Insomma, se gli elettori di destra a Berlusconi e alla Meloni preferiscono Salvini, qualche problema serio pure devono averlo. Sarà che il primo è cromatinato e forse per lui parla il Gerovital, sarà che la seconda sembra ancora una “vorrei ma non posso”, una trapiantata da Centocelle a Prati, ma per entrambi e per gli elettori di centrodestra la sconfitta peggiore dovrebbe essere che sia Salvini a guidare la prossima coalizione.

Comincio a credere che il vero pericolo per l’Italia sia il Movimento 5 Stelle. O meglio che sia Di Maio e il peso -eccessivo- che all’interno del Movimento sta assumendo. Uno che afferma che il risultato umbro sia conseguenza dell’alleanza di governo col Pd e del conseguente astensionismo dei grillini è uno che non solo non merita di fare il ministro. Forse non merita di far altro che vendere le bibite allo stadio, con tutto il rispetto per chi vende le bibite allo stadio, ma senza lo stipendio di parlamentare.

Stiamo parlando di un Movimento che ha dichiarato di voler salvare l’Italia a tutti i costi e di essere stato costretto, per il bene dell’Italia, a salvare Salvini dai processi e a chiudere i porti. Quando poi si è trovato a Strasburgo, il Movimento si è astenuto sulla risoluzione “porti aperti” e adesso ha la responsabilità di una bocciatura per due soli voti, che oltre che disumana, appare come un vero e proprio affronto agli alleati di governo. E dire che la risoluzione non era a firma Pd, ma nasceva dal presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Juan Fernando López Aguilar; e dire che dei due emendamenti a firma 5Stelle, uno era stato anche approvato e recepito nel testo definitivo.

Ma cosa può aver indotto il Movimento ad un atteggiamento tanto irresponsabile ed incoerente? La totale, gravissima e incolmabile incapacità politica di chi lo guida.

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