«Io, da studentessa accompagnata ad addetta all’accompagnamento»

di Giovanna Naddeo

Sono tante le storie che si intrecciano all’interno del laboratorio H dell’Ufficio Diritto allo studio del campus di Fisciano. Storie di ragazzi provenienti da corsi di studio differenti, accomunati dal desiderio di emergere, di conquistare un posto nel mondo.

Non sarà una disabilità motoria o cognitiva a fermarli ed è per questo motivo che il laboratorio H mette a loro disposizione gli strumenti informatici necessari come stampanti braille o screen reader, software che “leggono” e riproducono in forma sonora o tattile quanto presente su video rendendolo fruibile attraverso l’uso di sintesi vocale. Tra questi c’è Assunta Cialdini, laureatasi lo scorso febbraio in scienze politiche e attualmente impegnata nello stesso laboratorio con il servizio civile nazionale.

Assunta è affetta da una malformazione del midollo spinale che l’ha costretta fin da piccola all’utilizzo della sedia a rotelle. Eppure, questo non le ha impedito di praticare sport all’interno degli impianti universitari.

Assunta e i ragazzi

Com’è stata la tua esperienza da studentessa presso l’Ateneo salernitano?

«Ho sempre vissuto a pieno il campus, frequentando le lezioni in aula e praticando sport. Non ho mai avuto disagi particolare. Inizialmente avevo difficoltà a stringere amicizia a causa della mia timidezza ma, in un secondo momento, mi sono lasciata andare ed è andato tutto bene. Mi sono laureata lo scorso febbraio all’età di 29 anni. Un po’ in ritardo, è vero, ma sono fiera di me stessa».

Nonostante la conclusione degli studi, continui tutt’ora a frequentare il campus.

«Esattamente. Da marzo 2019 ho iniziato a svolgere il servizio civile presso il laboratorio H dell’Ufficio dedicato al diritto allo studio, settore disabilità. In passato lo frequentavo da studentessa. Oggi ci ritorno per occuparmi del servizio di accompagnamento agli studenti con disabilità motoria, per agevolare la loro mobilità all’interno dei campus. Sono contenta di poter dare una mano».

Dove ti vedi tra qualche anno?

«Il mio sogno è sempre stato lavorare presso un ente pubblico. Inoltre, mi piace la tecnologia e usare il computer. Vedremo cosa mi riserverà il futuro. Sono fiduciosa».

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