Il diritto alla verità di Fiammetta Borsellino

di Erika Noschese

Fiammetta Borsellino fa tappa a Salerno. La figlia del magistrato, assassinato da Cosa Nostra nella strage di via D’Amelio assieme ai cinque agenti della sua scorta diventando – insieme al giudice Giovanni Falcone – una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale, giovedì 7 novembre, incontra gli alunni del liceo “Galilei-Di Palo” per portare la sua testimonianza nelle scuole italiane.

«Sapevo che mio padre poteva morire ogni giorno», ha dichiarato sempre Fiammetta Borsellino che da allora porta la sua testimonianza presso le istituzioni, nelle scuole, nelle comunità perché la strage di Via D’Amelio non sia dimenticata e si faccia davvero luce su di essa. “Paolo Borsellino a difesa della legalità” è l’iniziativa afferente al Piano di Miglioramento dell’Istituto, riguardante la Cittadinanza Attiva. All’incontro interverranno il dirigente scolastico del “Galilei-Di Palo” Emiliano Barbuto, il presidente dell’associazione forense Nova Juris Luca Monaco, gli avvocati Pasquale Ferrante e Giuliano Grimaldi.

Fiammetta Borsellino
Fiammetta Borsellino

L’incontro è proseguito poi, alle 15, presso il Salone dei marmi del Palazzo di Città, con la partecipazione al Convegno dal titolo “Diritto alla verità e deontologia: dalla strage di via D’Amelio al giustizialismo mediatico”, promosso e organizzato in compartecipazione da Nova Juris – Associazione Italiana per la Costituzione e la buona Giustizia, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e da Assostampa Campania – Valle del Sarno, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, del Comune di Salerno e del Movimento Unitario Giornalisti.

Avvocato Luca Monaco, come nasce questo incontro con Fiammetta Borsellino?

«L’ho conosciuta in occasione di un convegno tenutosi a Cagliari lo scorso anno, al quale ero stato invitato come relatore, insieme a una piccola rappresentanza del nostro Consiglio Direttivo (in quell’occasione, i colleghi Antonella Mastrolia, Giovanna Sica, Nico Manzi e Lucia Torsiello). Ascoltando il suo intervento e poi parlando con lei, io e miei colleghi ne abbiamo potuto ammirare la forza, il coraggio e la determinazione. E proprio in quella circostanza le proposi per la prima volta di venire a Salerno per proseguire la sua battaglia di conoscenza e di sensibilizzazione».

Diritto alla verità: cosa s’intende?

«È il diritto che gli italiani e la famiglia Borsellino vantano nei confronti dello Stato affinché sia fatta luce su una vicenda che, a distanza di 27 anni, troppi, presenta ancora molti lati oscuri».

Dalla strage di via D’Amelio cosa è effettivamente cambiato?

«Sotto il profilo dell’accertamento della verità processuale è cambiato che la sentenza di primo grado, emessa dalla Corte di Assise di Caltanissetta nel processo Borsellino Quater ha di fatto individuato alcune ombre su quanto accaduto dopo la strage di via D’Amelio nella ricerca delle responsabilità. I giudici hanno scritto nelle motivazioni che si è trattato di “uno dei più grandi depistaggi della storia giudiziaria italiana”, anche se non è ancora chiaro a opera di chi e per quali ragioni. In ogni caso adesso è in corso il giudizio di appello, vedremo come si definirà».

L’associazione Nova Juris non è nuova a incontri di questo calibro. In passato, l’incontro con la mamma di Tiziana Cantone…

«Nova Juris ha più volte proposto incontri volti non soltanto alla formazione degli avvocati ma anche alla diffusione e alla sensibilizzazione dei cittadini rispetto a tematiche di natura multidisciplinare. Abbiamo avuto, come diceva Lei, la madre di Tiziana Cantone a un nostro incontro sugli haters, ma anche Raffaele Sollecito al convegno sul processo mediatico, Beppino Englaro a un seminario sul tema del “fine vita”. Siamo convinti, infatti, che sia importante, al netto dei pure indefettibili aspetti tecnico-giuridici, affrontati sempre da relatori di grandissimo profilo e autorevolezza, ascoltare anche le testimonianze dirette di chi ha vissuto sulla propria pelle esperienze connesse agli argomenti di volta in volta affrontati».

Cosa significa per lei avere nella sua città la figlia del giudice Paolo Borsellino?

«È motivo di grande orgoglio. È una donna coraggiosa, che sta combattendo con determinazione la sua battaglia per la verità».

Falcone e Borsellino hanno sacrificato la loro vita in nome della legalità. Crede che il loro sia stato un sacrificio vano?

«Il loro è stato un vero atto di eroismo perché erano perfettamente consapevoli del destino a cui andavano incontro ma, nonostante tutto, sono andati avanti sino alla fine. Rappresentano un esempio di amore incondizionato per la propria terra, per la legalità e per la giustizia. La loro memoria è anche un messaggio culturale che, a distanza di 27 anni, è sempre attuale».

Quali sono i prossimi obiettivi di Nova Juris?

«Stiamo lavorando da tempo ad alcuni progetti ambiziosi. Si sa che tutti i progetti, se fatti bene, richiedono tempo. Nel frattempo continueremo con i nostri incontri formativi e culturali, anche in sinergia con altre realtà dell’ambito forense, oltre che con categorie professionali eterogenee. Ma continueremo, talvolta, anche a cimentarci in iniziative più ludiche. E poi, dal prossimo mese, ricominceremo a raccogliere le nuove adesioni alla nostra associazione».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.