Il fattore tempo di De Luca

di Andrea Pellegrino

La carta del Cavaliere potrebbe essere Antonio Martusciello. Il fondatore di Forza Italia in Campania potrebbe far ritorno proprio nella sua regione per sfidare Vincenzo De Luca alle prossime elezioni regionali. Un nome che dovrebbe avere il disco verde da tutti i partiti della coalizione, Lega di Matteo Salvini compresa.

Il nome verde di Sangiuliano avrebbe perso peso. Anzi, lui stesso ha nei giorni scorsi smentito la corsa a governatore, proiettandosi sempre più verso la scalata in casa Rai. Se dovesse essere confermato lo scacchiere nazionale del centrodestra, cadrebbe anche la candidatura di Edmondo Cirielli, indicato da Giorgia Meloni che però ha già occupata la casella più importante in Puglia. Sul tavolo resta naturalmente il nome di Stefano Caldoro mentre è tutta da chiarire la guerra in casa tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. Fin qui il centrodestra, che viaggia con il vento in poppa a livello nazionale. 

Vento che potrebbe travolgere anche la Campania. Soprattutto se le altre elezioni dovessero dar torto al centrosinistra, ed in particolare al governo giallorosso. Il tempo potrebbe essere un fatto decisivo per Vincenzo De Luca. La clessidra, così come da legge, è nelle sue mani per la fissazione delle elezioni regionali in Campania. Il nodo da sciogliere non è semplice: votare il prima possibile per evitare un eventuale caduta a picco del Partito democratico, o attendere tempi migliori. La seconda ipotesi potrebbe essere quella più dura da sostenere. Non fosse altro che i punti di contatto tra Pd e Movimento 5 Stelle, quindi il collante del governo Conte II, sono sempre di meno. E a perdere sono indistintamente, sondaggi alla mano, entrambi i partiti del governo, ad eccezione, naturalmente, della nascente Italia Viva di Matteo Renzi. In più, al di là dei veti che arrivano dai entrambi i partiti, un accordo (fantapolitico) tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico avrebbe, almeno sulla carta, meno speranze di vittoria. Un De Luca in corsa con il Pd e le liste civiche – con un sistema elettorale in cui si vince per un voto in più –  avrebbe maggiori chance di vittoria anche sulla coalizione di centrodestra. Cosa diversa potrebbe accadere un scontro secco a due con l’aggravante di un accordo forzato e innaturale, soprattutto in Campania, a sinistra. I giochi sono tutti aperti, naturalmente, ma tra un po’ sarà il tempo delle decisioni, sia per il centrodestra che per il centrosinistra.   

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