Il Saretto devastato manda a valle i detriti

di Giovanna Naddeo

Una “bravata” che, al primo vero e proprio maltempo d’autunno, ha mostrato tutta la sua gravità. Lo sguardo dei sarnesi è ancora rivolto al monte Saretto, quello che lo scorso 20 settembre è stato dato alle fiamme da un gruppetto di sei giovani del posto. Un incendio che ha devastato la fitta vegetazione, lasciando spoglia la montagna con tutte le preoccupanti conseguenze.

Nella notte tra domenica e lunedì, fango e detriti hanno inondato il centro storico di Sarno, inducendo il sindaco Giuseppe Canfora ad ordinare l’evacuazione delle abitazioni delle aree pedemontane e a imporre la chiusura delle scuole. «I detriti che sono venuti giù» – ha detto il primo cittadino – «hanno intasato le fogne: il centro storico finisce nella zona pedemontana, per questo diverse vie del cuore della città sono state isolate in maniera precauzionale». Precauzionale.

Il pensiero va sempre lì, all’alluvione di quel non troppo lontano maggio 1998, alluvione che costò la vita a 160 persone. «La maggior parte degli evacuati» – continua Canfora -«ha trovato ospitalità presso parenti ed amici, una quarantina sono state ospitate nella scuola media Baccelli, attrezzata come centro di accoglienza».

Ore di lavoro intense e delicate per le forze dell’ordine e per i volontari, tutti accorsi da ogni parte della Regione per prestare aiuto e assistenza agli sfollati. E se qualche leone della tastiera si diverte a clonare i canali social del primo cittadino diffondendo messaggi falsi e fake news, Canfora ritorna a ringraziare tutti coloro che sono stati impegnati nelle operazioni. E poi: «Purtroppo, l’incendio di settembre ha reso ancora più fragile il nostro territorio. Un atto criminale, ignobile, che non smetterò di condannare in ogni sede possibile. E meno male che avevamo appena finito di ripulire tutta la zona coinvolta dall’incendio doloso».

Sono le parole scelte da Canfora, con rimando all’atto vandalico: «Lo avevano previsto: un’azione come quell’incendio appiccato da balordi, avrebbero creato dei problemi idrogeologici al territorio». Emergenza anche a Siano dove il primo cittadino ha deciso di evacuare due strutture sanitarie, sempre a scopo precauzionale, per via del superamento del livello pluviometrico. Sessantatré le persone trasferite e prese in cura presso le strutture di via Santa Maria delle Grazie.

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