Giuseppe Stanzione e Lorenzo Montoro, due nuove stelle Michelin illuminano la cucina salernitana

di Andrea Bignardi

Due nuove stelle Michelin illuminano i cieli gourmand del salernitano. Si tratta del ristorante Il Glicine di Amalfi, guidato dallo chef Giuseppe Stanzione e del Flauto di Pan di Ravello, ai cui fornelli c’è invece lo chef Lorenzo Montoro. Entrambi questi indirizzi si trovano nel cuore della Divina Costiera, in due dei migliori alberghi del territorio: l’Hotel Santa Caterina ed il Villa Cimbrone.

Giuseppe Stanzione
Giuseppe Stanzione
Lorenzo Montoro
Lorenzo Montoro

Una vera e propria garanzia di eccellenza e prestigio che ora tocca anche la cucina. In entrambi i casi la stella è stata raggiunta in tempi davvero record: nel giro di pochi mesi i due chef sono riusciti a portare le cucine da loro guidate ad un livello di eccellenza.

«Non mi aspettavo di ricevere la stella ma c’è stata tutta la volontà di raggiungere questo risultato. Già a Capaccio alle Trabe ero stato fregiato da questo riconoscimento ma averlo in questa struttura assume un altro significato. Immagino che questo per me possa essere solo un punto di partenza. Mi fa ancora piú orgoglio averlo raggiunto nel giro di pochissimi mesi».

«In effetti ti rendi conto che il lavoro fatto tutti i giorni con impegno dà dei risultati – commenta, invece, gioioso, Lorenzo Montoro de Il Flauto di Pan – Dal primo giorno che sono stato in cucina ho ragionato con la stessa mentalità. Da stellati bisogna darsi delle regole e puntare su di una filosofia di precisione».

I segreti del successo? «Tanto impegno e determinazione» per lo chef amalfitano d’adozione, mentre per la nuova guida del ristorante di Villa Cimbrone «possedere un orto di famiglia, e soprattutto creare una sinergia con la sala e la proprietà che si è messa sempre a disposizione delle nostre richieste».

Essere riconosciuti nell’olimpo della gastronomia, però, significa innanzitutto far leva su una proposta originale e contraddistinta da una spiccata creatività ai fornelli. Peppe Stanzione punta su una cucina di territorio ma capace di farsi apprezzare da una clientela luxury, prevalentemente estera, con il suo estro creativo capace di osare e di puntare su consistenze innovative. Cosa che avviene, ad esempio, nelle sue tagliatelle di semola di grano duro cacio, pepe e gamberi di nassa, senza dubbio il suo piatto forte.

Lorenzo Montoro, invece, dall’alto della Terrazza dell’infinito propugna un ritorno a piatti poveri reinterpretati in chiave creativa come l’uovo con tartufo. Non resta che programmare una giornata in Costa d’Amalfi per un tour che veda come protagonisti questi due indirizzi: un investimento sicuramente redditizio, in piaceri della vita.

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