Taniello, il maestro scultore

di Michele Di Popolo

Gaetano Chiaromonte nacque a Salerno il 19 marzo 1872, ed è prevalentemente conosciuto, nel mondo dell’arte, come “Taniello”. Scultore di lunga carriera artistica, seppe distinguersi per la grande versatilità nel plasmare le materie più varie: marmo, terracotta, gesso e soprattutto il bronzo.

Figlio d’arte, iniziò a prendere lezioni di disegno a soli nove anni, venendo seguito da Stanislao Lista che lo fece iscrivere all’Accademia delle Belle Arti a Napoli, dove seguì le lezioni dello stesso Lista e di Tommaso Solari. A diciotto anni espose i suoi primi lavori alla “Promotrice napoletana” del 1890 dimostrando uno spiccato senso di monumentalità ed un disegno fermo e corretto. Nel 1903 ricevette l’incarico di eseguire la statua della Madonna del Rosario per il coronamento del Santuario di Pompei.

Nei primi anni del ‘900 fu influenzato molto dell’Art Nouveau e si recò dapprima a New York e poi a Caracas dove realizzò due opere pubbliche di grande impegno: il Monumento ai caduti per l’indipendenza del Venezuela ed una statua di Cristoforo Colombo in bronzo. Nonostante sia poco conosciuto soprattutto dai giovani salernitani, ogni giorno passeggiamo accanto alle sue opere: Il Monumento ai Caduti in provincia di Salerno nella Grande Guerra; il busto dedicato a Clemente Mauro; la statua dedicata a Giovanni Amendola e la Statua della Libertà. Nel 1906 espose al Salon di Parigi riscuotendo grande successo e nel gennaio del 1908 vinse il Concorso per la Campania per il Sommoportico del Vittoriano di Roma. Nel 1911 realizzó dei gruppi scultorei di grandi dimensioni destinati al coronamento della facciata della nuova università di Panama. Nel 1926 divenne professore alla Real Accademia di Belle Arti di Napoli Al 1937 risale una delle sue ultime opere di grande respiro: gli altorilievi in bronzo con soggetti di storia locale per la facciata del palazzo di Città di Salerno.

Dopo altri lavori a Salerno nel 1957, ad ottantacinque anni, smise di lavorare a causa dell’avanzare dell’età. Secondo la tradizione egli stesso distrusse tutti i calchi delle sue grandi opere, lasciando agli eredi solo quelli delle opere minori. Morì a Napoli, città che lo aveva accolto, il 7 novembre 1962.

IL MONUMENTO AI CADUTI. Al centro di piazza Vittorio Veneto si trova il Monumento ai Caduti in provincia di Salerno durante la Grande Guerra. Si tratta di un blocco di pietra ai cui lati vi sono due figure maschili e bassorilievi realizzati nel marmo bianco del basamento. Sulla parte superiore, in principio, venne posta la statua della Vittoria Alata, ovvero una donna brandente una spada ricurva colta in un movimento plastico e realizzata in bronzo. Vittorio Emanuele III inaugurò la statua nel 1923, ma solo due anni dopo la Vittoria Alata fu fusa per utilizzarne il prezioso metallo nella fabbricazione di munizioni.

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IL MONUMENTO AI MARTIRI POLITICI. All’altezza di Palazzo Santoro si trova Il Monumento ai Martiri Politici Regione Salernitana MCMXI, conosciuto anche con il nome di Statua della Libertà. L’opera è di Gaetano Chiaromonte e fu inaugurata nel 1912 nello spazio in cui vennero innalzati alla forca gli unitaristi salernitani. Il monumento è costituito da una colonna posta su un piedistallo di pietra davanti alla quale si trova una donna seminuda colta nell’atto di liberarsi dalle catene. Da organi di stampa diocesani la statua fu duramente criticata in quanto considerata troppo scandalosa e ne fu richiesta la rimozione.

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