“La Brigata” compie un anno. Ogni sabato pasti caldi ai senzatetto

di Giovanna NADDEO


Un impegno spontaneo nato esattamente un anno fa dal puro desiderio di tendere una mano a chi è diventato invisibilie agli occhi della società, dal puro desiderio di donare un sorriso, una coperta o un pasto caldo lontano da etichette e riflettori.

«Siamo partiti all’avventura, senza aspettative o pretese. Non avremmo mai immaginato di arrivare fin qui». A parlare sono loro, le ragazze e i ragazzi de “La Brigata”, un gruppo di ventenni che da un anno, ogni sabato, scende in strada per portare cibo, vestiti e beni di prima necessità ai senza fissa dimora.

Non ci sono gerarchie, né ruoli prestabiliti ne “La Brigata”: è durante l’assemblea mensile che si costruisce la catena di montaggio, nell’ascolto reciproco e nel dialogo, ma alla fine tutti fanno tutto.

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«Il sabato pomeriggio ci vediamo a rotazione a casa di uno di noi e cuciniamo le monoporzioni che assicuriamo la sera ai senzatetto» spiega Mimmo Bellacosa, studente di psicologia. «Carichiamo tutto in auto e così inizia il nostro giro di distribuzione. Non abbiamo fretta. Ci piace fermarci per scambiare quattro chiacchiere, donare un sorriso, un abbraccio. Eppure, spesso sono loro a donarci le loro parole, le loro storie. Ormai si è creato un ambiente familiare: ci conoscono, si fidano di noi».

«Il punto più affollato? Direi la stazione centrale. Lì si rifugiano tante donne ora che al dormitorio ai Barbuti, nel centro storico, possono trovare ospitalità solo gli uomini» sottolinea Olga Daniele, laureata in giurisprudenza. «Attualmente in città non ci sono dormitori femminili e per questo motivo, quando le incontriamo, insistiamo più volte nel chiedere se hanno bisogno di assorbenti, coperte, beni di prima necessità». E aggiunge: «Ho sempre desiderato dedicarmi al volontariato ma non ho mai trovato un’organizzazione o un’associazione alla quale aderire a pieno. Qui è diverso. Non siamo semplici volontari, siamo amici».

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Sintonia e comunione di intenti traspaiono dai loro occhi e dalle loro parole. «Auspichiamo un maggior coordinamento con istituzioni e altre realtà impegnate nell’accoglienza» così la neolaureata Giulia Cozzolino, già da tempo impegnata nel sociale. «Nelle scorse settimane, durante l’emergenza fredda a ridosso del Capodanno, abbiamo sentito il consigliere comunale Paola De Roberto, ma poi le comunicazioni si sono interrotte. Una maggior sinergia farebbe bene all’intera rete, riducendo inutili sprechi».

Tra loro, anche la neofita Eliana Maiorano, anche lei studentessa: «Mi sono avvicinata al gruppo tramite un’amica. È un’esperienza bellissima, sto dando molto e ricevendo ancora di più. Cammino per strada con occhi diversi, facendo attenzione a cose che prima trascuravo. Ci sono ancora tanti pregiudizi nei confronti dei senzatetto, c’è ancora chi li definisce pigri o sfaticati. Non è così. Ognuno ha la sua storia, il suo vissuto, le sue ferite, e noi, nel nostro piccolo, tra esami universitari e impegni lavorativi, proviamo a dar loro una mano». In vista del primo compleanno (il prossimo 31 gennaio) fervono i preparativi per un’iniziativa speciale, ma per il momento «non possiamo svelarvi nulla. A tempo debito renderemo pubblico sulla nostra pagina Facebook».

Nel frattempo, prosegue la campagna nuovi acquisti. «Abbiamo bisogno di nuovi volontari, nuove leve che abbiano voglia di aiutarci il sabato sera durante la distribuzione. Stimolati dalla forza e supportati dall’esperienza di Rossano Braca dell’associazione “Venite Libenter“, abbiamo iniziato a costruire la nostra unità di strada. Ora siamo alla ricerca di quanti, coetanei e non, abbiano il coraggio di accettare con noi questa sfida sociale, politica e di umanità. Basta poco, anche solo un ruoto di pasta al forno oppure un thermos di tè. L’appuntamento è per sabato prossimo. Noi ci siamo, e tu?».

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