Insegnante di sostegno trasferita, genitori chiedono un passo indietro della scuola

E’ polemica al Regina Margherita di Salerno per la scelta di trasferire l’insegnante di sostegno di uno studente affetto da sindrome rara di Wagr, tumore di Wilms – aniridia – anomalie genitourinarie – ritardo mentale. A denunciarlo i genitori del giovane studente, F.A. A.L.A che, attraverso una lettera indirizzata all’Usr, al Miur, allo stesso liceo, oltre che all’Unione italiana Cechi parlano di notizia «a dir poco sconcertante» in quanto, ai genitori sarebbe stata comunicata la decisione in via indiretta «e a decisione presa, senza alcun rispetto e considerazione verso l’alunno e tutta la sua famiglia a cui il servizio scolastico di formazione ed educazione nel suo complesso è rivolto», hanno aggiunto ma soprattutto perché tale decisione non tiene in alcun conto del percorso e dell’attività fino ad oggi svolta dall’alunno, dai docenti di classe, dai referenti scolastici per la disabilità, dalla dirigente, da tutto il personale scolastico in genere, dagli altri alunni, dall’Uic, dalla Fondazione Sinapsi e, soprattutto, dal vertice e coordinatore di questa complessa attività rappresentata dall’attuale docente di sostegno collante e stimolo di tutto ciò; del legame, sia per le dinamiche formative che ma anche di tipo affettivo, che l’alunno ha instaurato con il docente di sostegno, con il quale interagisce sia in ambito scolastico che extrascolastico, fondamentale al fine di facilitare la sua autonomia, comunicazione e processo di apprendimento, nonché per la compensazione del suo deficit. In questo anno scolastico, contrassegnato dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente sospensione delle attività didattiche in presenza, il docente di sostegno è stato in grado, con un impegno e disponibilità senza precedenti, di motivare e coinvolgere Alessandro portandolo a raggiungere ottimi risultati scolastici. Questa è la scuola che funziona e che raggiunge obbiettivi concreti; del principio fondamentale di “garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione”, non tenendo in alcun conto che il cambiamento dell’insegnante di sostegno comporta conseguenze in termini di regressione delle esperienze e degli apprendimenti compiuti dal ragazzo, compromettendo l’omogeneità e la continuità dell’intervento formativo ed educativo del ragazzo disabile; del diritto riconosciuto al disabile nella Legge 104/92 a che gli venga garantita nella scuola la continuità educativa; della sicura riduzione che si avrà delle attuali ore di sostegno (18 ore) attribuite all’alunno dall’Asl competente, dimostratesi necessarie ed indispensabili al processo formativo; della non effettiva e reale soprannumerarietà dei docenti sui posti di sostegno, cosa che, pertanto, non comporterebbe la necessità della mobilità del docente in questione; la titolarità all’insegnamento da parte dell’attuale docente di sostegno. Da qui la richiesta all’ufficio scolastico regionale di sospendere il trasferimento dell’insegnante di sostegno del proprio figlio, onde evitare che tutte le conquiste e i notevoli progressi nella crescita e formazione del ragazzo vengano vanificate. In caso di mancato riscontro, la famiglia del giovane studente salernitano si dice pronta a portare la questione nelle sedi opportune.

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