«A 12 anni ho scoperto l’amore per la musica»

Il giovane maestro Andrea Barone si racconta a cuore aperto

di Luana Izzo

Nel teatro una componente assai fondamentale è la musica che accompagna spesso l’attore nei movimenti, gesti, supporta emozioni. Oggi con noi il maestro Andrea Barone, giovane musicista e compositore.

Andrea, come nasce la tua passione per la musica?

«Intorno ai 12, 13 anni ascoltavo tanta musica e strimpellavo canzoni e melodie su una vecchia tastiera di mio padre, che da giovane aveva suonato il pianoforte e avuto esperienze in qualche gruppo musicale con amici. Da allora non l’ho più abbandonata, dopo un po’ ho iniziato a prendere lezioni di musica, poi le prime esperienze con gruppi giovanili e finito il liceo ho cominciato a sostenere esami al conservatorio a Salerno».

Hai avuto esperienze teatrali?

«Sì qualcuna, in particolare mi fa piacere ricordare la bella esperienza con la compagnia teatrale “Anime Ribelli” di Castel San Giorgio, diretta dal maestro Salvatore Borriello. Ho suonato in alcuni loro spettacoli dedicati alla memoria e all’arte di Pino Daniele, alcuni dei quali hanno avuto ospiti importanti come i musicisti Joe Amoruso, purtroppo da poco scomparso, e Antonio Onorato. La combinazione dei brani di Pino Daniele con la recitazione degli attori sui testi del maestro Borriello era secondo me molto suggestiva ed efficace. Personalmente amo questo tipo di commistioni, uno degli artisti che più adoro è Giorgio Gaber, il padre del teatro-canzone».

Da qualche giorno è uscito il tuo ultimo progetto musicale “Forever Free”, come mai questo titolo?

«L’8 Maggio è uscito il videoclip su Youtube, e il brano è anche presente in streaming sulle piattaforme digitali come Spotify. “Forever Free” è un inno alla libertà delle persone. Il titolo è anche una piccola citazione a un brano omonimo della band metal Stratovarius, anche se il mio pezzo è di tutt’altro genere, direi pop/rock melodico, in inglese. Il testo parla di Angelina, una donna costretta a fuggire dal suo paese, luogo di guerra, per cercare un posto in cui poter vivere per sempre libera».

Parlaci di questo progetto…

«Ho scritto sia musica che testo del brano. La melodia mi suonava in testa da tanti anni, il testo è nato all’improvviso un paio di estati fa. Ho pensato poi che sia il tema trattato sia il tipo di melodia potessero prestarsi ad una realizzazione corale, con più cantanti e con un videoclip che documentasse le registrazioni. Così ho chiesto di aderire al progetto a vari cantanti e musicisti della zona, persone amiche e che ritenevo adatte allo spirito del brano. Enzo Siani, fonico del Trees Music Studio dove abbiamo registrato il brano e girato il video (diretto da Guglielmo Lipari), ha sposato l’idea ed è stato fondamentale per la sua realizzazione pratica. Tra fine Febbraio e inizio Marzo abbiamo trascorso delle giornate molto belle e intense, sia dal punto di vista musicale che umano, e sono nate tante idee che hanno valorizzato il pezzo, un po’ come succede a teatro si è creato un collettivo in cui ognuno ha interpretato la propria parte dando qualcosa di suo alla canzone. Mai avremmo pensato che nel giro di pochi giorni tutto si sarebbe fermato. Abbiamo poi lavorato a distanza e un po’ casualmente il brano è uscito nel periodo in cui ci stiamo riappropriando delle nostre libertà fondamentali, che forse davamo per scontato e di cui abbiamo rivalutato l’importanza. Speriamo quindi che il brano possa essere anche un messaggio positivo e di speranza per chi lo ascolta, in questo periodo non facile».

Progetti futuri?

«Prima dell’emergenza Covid19 ero nel pieno delle registrazioni del mio album “Reborn”, di cui Forever Free fa parte. Abbiamo dovuto ovviamente sospendere tutto. In questi giorni ci stiamo riorganizzando e stiamo valutando come poter riprendere in piena sicurezza. L’anno scorso è uscito un altro dei brani dell’album, intitolato “What we got”. Sono 8 brani in totale, tutti con vari musicisti e cantanti coinvolti, e che spero quindi di poter concludere al più presto».

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